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UNO BIANCA

Fratelli Savi, l'indulto premia Fabio
Negato invece a Roberto

Entrambi devono scontare l'ergastolo, ma il 'corto' non ha chiesto sconti. La Cassazione ha rimandato gli atti alla Corte d'assise perchè si pronunci sul capo della banda Commenta

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Uno bianca Bologna, 4 aprile 2008 - La Procura di Bologna ha formulato una richiesta di indulto, obbligatoria per legge, per Fabio e Roberto Savi, i due fratelli, entrambi condannati all'ergastolo, della 'banda della uno bianca' che tra fine anni '80 e primi '90 ha lasciato una scia di sangue con 24 morti e decine di feriti.

 

Mentre a Fabio l'indulto e' stato concesso, a Roberto no. Cosi' la Procura, anche per un principio di parita' di trattamento, ha fatto ricorso contro l'ordinanza che aveva negato l'indulto a Roberto Savi. Ora la Cassazione, qualificato il ricorso come opposizione, ha trasmesso gli atti alla Corte di Assise di Bologna per una nuova valutazione. Sono le precisazioni fatte dalla Procura di Bologna dopo la notizia sugli indulti ai Savi comparsa sul ''Corriere di Bologna''.

 

A decidere sull'indulto era stata la Corte di Assise di Bologna, quale giudice di esecuzione: l'8 marzo 2007, presidente Sergio Cornia, aveva applicato il beneficio nella misura di tre anni. Nemmeno due mesi dopo, il 4 maggio 2007, la Corte, sempre con Cornia presidente ma con un altro giudice relatore, aveva negato l'applicazione dell'indulto a Roberto, sottolineando che per ''la natura senza fine della pena dell'ergastolo'', e' incompatibile con il provvedimento di indulto che attiene a pene temporanee.

 

Il sostituto procuratore Antonello Gustapane ha pero' chiesto alla Cassazione di annullare quest'ultima ordinanza: ''Ritiene questa Procura che il beneficio dell'indulto sia applicabile qualunque sia l'entita' della pena detentiva da espiare'' e inoltre - aveva ricordato il Pm - la stessa Corte aveva concesso l'indulto a Fabio Savi. Nei giorni scorsi e' arrivato il pronunciamento della Cassazione che ha rimesso gli atti alla Corte di Assise.
In totale a Bologna l'applicazione dell'indulto ha riguardato 2.500-3.000 detenuti, mentre per altri 2.000 e' in via di applicazione. Oltre ai due fratelli Savi, ci sono stati altri due casi di ergastolo: in uno l'indulto e' stato concesso, nell'altro no.