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POLITICHE 2008

L' Emilia rottama Bertinotti per la Lega
Marche: Pd e Pdl fanno il pieno

Alla Camera la Sinistra Arcobaleno è al 3%, il Carroccio al 7,7. Pd vittorioso: 45,7%. Nelle Marche Idv e Udc si consolano
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elezioni 2008  BOLOGNA — TRACOLLO della Sinistra Arcobaleno, buona affermazione del Pd soprattutto al Senato, ottimo risultato della Lega Nord che quasi raddoppia, mentre il Pdl conferma sostanzialmente i consensi che nel 2006 avevano ottenuto An e Fi. Sono questi i dati principali della consultazione politica in Emilia-Romagna.
Il dato più sorprendente è sicuramente il crollo della Sinistra Arcobaleno che non elegge alcun senatore in Emilia-Romagna e si ferma al 3,8%. Una botta tremenda, se si pensa che nel 2006 il bacino elettorale era del 13% (la somma di Prc, Verdi e Pdci) senza contare l'attuale apporto della Sinistra Democratica. Alla Camera i consensi erano attorno al 10%, ma in ogni caso per la coalizione di Bertinotti è una sconfitta netta. Considerando poi che SA non ha raggiunto la soglia nazionale del quattro per cento per entrare alla Camera, la sostanza è che la sinistra non avrà nessun parlamentare in Emilia Romagna. Restano a casa Soffritti, la Borsellino, Paolo Cento, il giovane Martino Albonetti.


Buone notizie in casa Pd, dove spicca soprattutto il dato del Senato. Il partito di Veltroni passa dal 40% del 2006 (la somma di Ds e Margherita) al 45,7%. Il dato è meno eclatante, ma pur sempre signficativo, alla Camera dove il 45,7% si confronta con il 44,8% che l'Ulivo ottenne già due anni fa.
Altro dato sicuramente in primo piano è quello della Lega. Il partito di Bossi in Emilia-Romagna è al 7,1% al Senato e addirittura al 7,8% alla Camera. Nel 2006 la Lega non era andata oltre il 3,9%, e anche andando indietro con la memoria un risultato così non lo si trova. La Lega aumenta notevolmente la pattuglia dei parlamentari: due senatori (ne aveva uno) e quattro deputati sicuri (ne aveva due). A tarda sera era «in lotta» per avere il quinto (si gioca tutto sui resti, e i calcoli sono lunghi). Pier Ferdinando Casini e l' Udc arretrano rispetto al 5,8% del 2006 facendo segnare il 4,6% al Senato ed il 4,2% alla Camera. Anche per loro nessun senatore visto che non sfondano il tetto dell'8%, ma era un esito largamento previsto. L’operazione Ubaldi ha avuto un buon successo su Parma (quasi diecimila voti per l’ex sindaco «civico») ma non è bastata per arrivare alla fatidica soglia. Per l’Udc c’è l’elezione sicura di un deputato (Galletti) e al 99 per cento del secondo (Libè). Per le altre formazioni politiche è significativo soprattutto il dato de La Destra che oscilla fra il 2,1% del Senato e il 2,4 della Camera. E’ invece negativo il risultato del Partito socialista che in una regione a forte tradizione di sinistra come l'Emilia-Romagna non va oltre lo 0,7%. Considerando anche che il candidato premier del Ps, Enrico Boselli, è bolognese e che altri esponenti importanti come l’ex ministro Angelo Piazza sono emiliano-romagnoli, il risultato è pesante.


Al di sotto dell'1% e quindi irrilevanti anche i risultati delle altre formazioni politiche minori mentre la lista di Ferrara alla Camera in Emilia-Romagna non è andata oltre lo 0,4%.