Bologna, 30 aprile 2008 - Fermare le auto e le moto nella zona universitaria di Bologna per tre mesi e poi fermarsi a verificare gli effetti della pedonalizzazione sulle attivita' economiche e sulle problematiche riguardanti il degrado e la sicurezza. E' la richiesta che il presidente e il segretario di Confesercenti Bologna, Sergio Ferrari e Loreno Rossi, indirizzano al Comune.
L'associazione dei commercianti non e' "pregiudizialmente contraria ad ipotesi di pedonalizzazione di aree del centro storico della citta'", ma l'intervento in zona universitaria la preoccupa. Le pedonalizzazioni, dicono Ferrari e Rossi, dovrebbero riguardare "porzioni limitate del territorio effettivamente precluse al transito di mezzi motorizzati", come in via d'Azeglio; e dovrebbero essere un "ultimo tassello di un progetto che preveda la riqualificazione urbanistica, la puntuale definizione delle possibilita' di sosta, una adeguata illuminazione, e il controllo del territorio per garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori economici".
Questi punti pero' non sono soddisfatti dal progetto per il Comune nella zona universitaria e dunque Confesercenti e' contraria "in quanto l'area in questione e' molto ampia, viene prevista una promiscuita' di usi in alcuni momenti della giornata, e la chiusura viene effettuata senza una preventiva qualificazione urbana e un progetto piu' complessivo riguardante la sicurezza e la vivibilita' della zona", elencano Ferrari e Rossi.
Insomma, avverte Confesercenti, "con questa decisione si corre il rischio di penalizzare le attivita' commerciali e di pubblico esercizio, per cui gli effetti positivi dell'eventuale miglioramento della qualita' ambientale sono annullati dagli effetti negativi sulla vivibilita', in particolare nelle ore serali e notturne".
Siccome pero' il Comune ha deciso "di procedere comunque" con la pedonalizzazione della zona universitaria, "nonostante le contrarieta' e le perplessita' espresse da associazioni, operatori economici e cittadini", Confesercenti chiede una fase di sperimentazione di tre mesi e, subito dopo, una verifica degli effetti del provvedimento.
Ferrari e Rossi dicono di contare su un accoglimento di questa nostra proposta e sulla disponibilita' dell'amministrazione a intervenire con eventuali modifiche alla luce degli effetti concreti determinati dal provvedimento".