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FEBBRE DA SERIE A

Arrigoni: "Bologna, usa testa e cuore"
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Testa, equilibrio, serenità, anche nei giudizi. Questo chiede Arrigoni in vista del big match di domenica a Mantova. "Sarà una partita difficile, lunga e decisiva". Verso la conferma l'undici che ha vinto col Messina. Intanto non si arresta la caccia ai biglietti per domenica prossima quando è previsto un esodo di oltre 6mila tifosi

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ARRIGONI BOLOGNA, 20 MAGGIO 2008 - Testa, equilibrio, serenità. Abbassa i toni, mister Arrigoni, dopo i fuochi d’artificio di sabato contro il Messina. In controtendenza: mancano due giornate, Mantova fuori e Pisa in casa, il Bologna è secondo in zona promozione diretta, gli avversari incalzano.

«Per noi è tutto normale, non abbiamo fatto ancora niente». Strano ed estenuante. E’ il campionato di serie B toccato in sorte al mister e ai suoi uomini: «Ci sono alti e bassi clamorosi. Basta un episodio, un palo, un rigore tirato male, che perdi due posti in classifica». Abbassa i toni e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Contro chi, dopo la batosta di Grosseto, aveva parlato di esonero: «C’è differenza tra fallire e non vincere. Io mi sentirò fallito se non avrò saputo lottare fino alla fine». Contano gli uomini: Arrigoni ha perso Bucchi, ma ha finalmente trovato il gol di Fava. Più un giovane davvero interessante, il baby Di Gennaro: «Mi sono affidato al suo talento e all’entusiasmo di questo ragazzo». Via un altro sassolino: «Mi dicono che avrei dovuto dargli prima qualche possibilità: ma se sono stato infamato quando a Bergamo l’ho fatto entrare, lasciando Adailton e Bombardini in panchina». Testa, equilibrio, serenità, anche nei giudizi. Questo chiede Arrigoni.

 

Domenica a Mantova si decide il campionato? «No, sarà una partita lunghissima, decisiva, difficile. Ma il campionato finisce all’ultima, contro il Pisa». Squadra che vince non si cambia: «Sì, potrei lasciare questa formazione. Ho un paio di dubbi: il rientro di Mingazzini dalla squalifica e il fatto di essere rimasto con due soli attaccanti, Fava e Marazzina. Se li spremo non ho uno che possa subentrare. Ma sottolineo che la partita di Mantova dobbiamo giocarla più con la testa che con le gambe». L’ultimo pensiero ai tifosi, che stanno cercando di invadere Mantova: «Devono continuare a fare la loro parte, com’è successo fino ad ora. Le scritte rosse e blu sui muri, dopo Grosseto, in cui dicevano di non mollare, sono state molto importanti per noi».
 

di Davide Simoni

 

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