NON LO faccia, signor sindaco! Non faccia il bis, non si ricandidi, non sfidi Tizi e Cai a destra e soprattutto a manca... di Vittorio Savini Commenta
NON LO faccia, signor sindaco! Non faccia il bis, non si ricandidi, non sfidi Tizi e Cai a destra e soprattutto a manca... E non perché (eventualmente) il suo mandato non possa in futuro venire ricordato come un periodo d’oro, di vacche grasse, di scelte giuste e di trovate toste. Questa è solo una questione di gusti, e in questo campo ognuno pratica i suoi. Non si ricandidi perché sarebbe troppo, a nostro avviso, ricominciare ancora con comitati, circoli, clubini, partiti-aperitivo, ‘sboroni’ vari e intellettuali (come si diceva un tempo, nani e ballerine) che spiegano a noi fessi cosa si dovrebbe fare e cosa ci vorrebbe per Bologna. Città destinata a un luminoso futuro una volta messo da parte lei, che peraltro fu accolto, all’epoca, come neanche la Madonna di San Luca se scende che c’è il sole.
Che cosa gliene frega, a lei, di questa città che il lunedì rimpiange Dozza, Lercaro e il lesso di Bertino, ma il venerdì spara trovate da Star Trek con tangenziali a sedici corsie ed aeroporti che Francoforte ricorda un bigliardino di Gatteo? Non faccia il bis, perché qui, anno 2008, siamo ancora alle cacche di cane, ai bongo di notte, a via del Pratello... a quel manganello che ieri ti illuse e che oggi ci illude, oh Sergio. Non si ricandidi, per favore. Che tra altrasinistra, minoranze Pd, un po’ di Udc, tra Guazza o non Guazza, summit, primarie, mussiani, cantieri e De Maria abbiamo fatto il pieno. Qui siamo rimasti al lesso di Bertino, alla busta di padre Marella, alla sala Sirenella; alla favola bella che ieri ci illuse e che forse t’ha illuso, oh Sergio.
Se lei si ricandida ci dovremo sorbire, per mesi e mesi, interminabili dibattiti nella Sinistra. Dopo ogni acquazzone spunterà un comitato. Saggi e intellettuali si riuniranno verso mezzogiorno ai tavolini dei più eleganti bar cittadini. E invece noi, santa Caronna, non abbiamo davvero più La Forgia per sopportare tutto questo.
di Vittorio Savini