I familiari degli otto italiani passeggeri del bimotore scomparso il 4 gennaio al largo di Los Roques chiedono che non cali il silenzio sulla sorte dei loro cari: "Speriamo che questo governo ci dia piu' attenzione- dicono- quello passato non ce ne ha data"
Bologna, 31 maggio 2008- 'Continuate le ricerche". Passano i mesi ma la loro richiesta rimane la stessa. Da Piazza Maggiore, dove questo pomeriggio si sono ritrovati, i familiari degli 8 italiani passeggeri del bimotore scomparso il 4 gennaio al Largo di Los Roques chiedono che non cali il silenzio sulla sorte dei loro cari, ma soprattutto che non si smetta di cercare.
Soprattutto perche' quel relitto in fondo al mare, individuato un mese e mezzo fa, propio non li soddisfa.
Mario Pica, ex pilota dell'aeronautica militare e consulente tecnico dell'associazione familiari, esclude con molta sicurezza che si tratti di quell'aereo, e avanza dubbi anche sul fatto che si tratti di un aereo. Dopo aver studiato gli ultimi rilevamenti sonar effettuati sul relitto, afferma: "Dicono che si tratti dell'aereo scomparso solo perche' la lunghezza piu' o meno corrisponde, ma non hanno considerato che la lunghezza di 14 metri sarebbe quella dell'aereo integro". Strano dunque che nell'impatto non abbia subito danni. Ma anche se cosi' fosse, continua, e se l'aereo fosse quindi intero, si dovrebbe vedere nei rilievi anche un'ala di 20 metri di larghezza che pero' non si vede. Dubbi anche sulla posizione: "La posizione del relitto- spiega Pica- e' tale che se il pilota si fosse spostato verso est avrebbe raggiunto la barriera, non si capisce perche' avrebbe dovuto continuare dritto". Insomma, dice, non ha senso che per il relitto, che potrebbe essere di una barca, le ricerche siano state interrotte.
Per questo prima il relitto va fotografato per eliminare ogni dubbio e poi vanno continuate le ricerche.
Cosi' la pensano anche i parenti, tutti presenti oggi pomeriggio in una Piazza Maggiore, con le foto degli otto italiani dispersi e striscioni come "Aiutateci a ritrovarli" e "Li rivogliamo a casa: continuate le ricerche".
"Vorremmo delle risposte sulla vicenda- insiste Fabio Bencivelli, amico e collega della dispersa bolognese Annalisa Montanari- da 5 mesi ci dicono solo cose non concrete".
Per cercare di cambiare la situazione, i familiari si sono anche chiesto un incontro alla Farnesina con il ministro degli esteri Franco Frattini e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "L'ultima lettera di richiesta l'abbiamo mandata 10 giorni fa- spiega Bencivelli- ma per ora non abbiamo avuto risposte". Per ora pero' ci crede ancora: "Speriamo che questo governo ci dia piu' attenzione- dice- quello passato non ce ne ha data". Un punto su cui e' arrabbiatissima Pina Galli, mamma del romano Stefano Fragione, partito per il viaggio di nozze e mai piu' tornato. Indossa, come molti dei parenti, la maglia con la foto del figlio disperso e racconta: "Sono andata 5 volte da Berlusconi ma non mi ha nemmeno mai ricevuto. Due volte ho scritto anche al presidente della Repubblica che una volta mi ha risposto in modo errato (inconveniente per cui si e' poi scusato) e la seconda non ha risposto". Anche della Farnesina non si fida piu': "Ci ha sempre presi in giro" per cui, dice, "se partono degli esperti ce ne deve essere uno nostro".
Alla manifestazione di oggi avevano sollecitato anche la partecipazione delle istituzioni bolognesi ma, ad un'ora dall'inizio della manifestazione, nessuno si era ancora visto. "A Bologna- racconta il papa' di Annalisa- inizialmente abbiamo avuto grande attenzione, mi ha anche telefonato Cofferati. Ma all'inizio e' cosi', tutti si interessano perche' e' doveroso, poi col tempo e' finito tutto".
Ma il silenzio spaventa: "Se non ne parla piu' nessuno- continua- presto si lascera' perdere tutto". Una possibilita' che non vuole nemmeno considerare visto che, secondo lui, l'aereo non e' nemmeno mai caduto, o per lo meno ne vuole la prova.
Piu' rassegnato Davide Guernieri, fratello di Bruna e zio delle piccole Emma e Sofia. "Non spero piu'- dice- mi preparo al peggio". Ma nemmeno lui e' soddisfatto del relitto avvistato "che al 99% non e' quello giusto". L'impressione, continua, e' che il Venezuela non voglia dirci la verita' e che l'Italia non faccia niente per smuoverlo.
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