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IL COMMENTO

Incrociamo le dita

IN REALTA’ non ci sarebbe bisogno di parole. Basterebbe solo un forte, caldo, intenso, festoso «Forza Bologna». E un immenso «In bocca al lupo» ai ragazzi ... di Pierluigi Visci Commenta

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Pierluigi Visci IN REALTA’ non ci sarebbe bisogno di parole. Basterebbe solo un forte, caldo, intenso, festoso «Forza Bologna». E un immenso «In bocca al lupo» ai ragazzi che oggi, alle tre del pomeriggio, scenderanno in campo per la zampata finale. Per la vittoria e i tre punti che valgono la fine del purgatorio (calcistico), il ritorno in paradiso (del calcio) e per rivivere un sogno. Con tutte le cautele che s’impongono alla vigilia di un grande evento e, per chi ci crede, incrociando le dita. Monsignor Vecchi invoca la Provvidenza, il sindaco Cofferati la Fortuna. In questo momento, insomma, ci attacchiamo a tutto. Ma alla fine quello che conterà davvero sarà la determinazione della società e del suo presidente, Alfredo Cazzola; l’abilità tecnico-tattica dell’allenatore Daniele Arrigoni; la voglia di vincere di tutti i calciatori, quelli che scenderanno in campo, quelli che staranno in panchina, quelli che soffriranno in tribuna. E di un «popolo rossoblù» che trascinerà tutti sulle ali dell’entusiasmo. Anche noi del Carlino ci abbiamo messo qualcosa per creare un clima positivo, gioioso, allegro, di festa con un impegno maggiore sul piano redazionale, con la sottolineatura dell’appuntamento domenicale attraverso una serie di omaggi ai lettori (il poster, la bandierina e oggi la maglietta col cuore rossoblù) graditi dai tifosi e dai non tifosi. Specie dai più piccoli. Tutta questa mobilitazione non deve far dimenticare che come prima cosa occorre onorare l’evento con un rispetto profondo - sul terreno e sugli spalti - per l’avversario, il Pisa, che giocherà la partita con lealtà sportiva, nonostante sia atteso da altre prove.

 

NON METTIAMO il carro davanti ai buoi, dunque. Oggi ci preme solo sottolineare come in queste ultime settimane, decisive per la volata finale, la città abbia vissuto con estrema serenità la sua passione, con quella grande civiltà che da sempre è patrimonio interiore dei bolognesi. Hanno creato un bel clima i singoli, hanno colto l’importanza del momento tanto le istituzioni cittadine (il gonfalone rossoblù a Palazzo del Podestà è un segno), quanto le categorie produttive, economiche, sociali che si sono spese anch’esse per rispondere alle attese. Tutti consapevoli che anche il calcio - specie se pulito e sportivo come è sempre stato sotto le Due Torri - é un volano per lo sviluppo del territorio. Crea una immagine positiva che travalica i confini di casa nostra e porta il nome di Bologna dappertutto. Non è eccessivo dire che i rovesci sportivi (siamo Basketcity, ma ora Virtus e Fortitudo arrancano) condizionano gli umori complessivi di una città e dei suoi abitanti.
Per questo «Forza Bologna». Altro, alla vigilia, non pronunciamo. E incrociamo le dita.

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