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GAY PRIDE

Luxuria guida il corteo dei 20mila
Due ragazzi cadono da un carro

Migliaia di persone per le strade di Bologna. Al sommo poeta un ragazzo con parrucca bionda risponde declamando una canzone di Cindy Lauper. Cofferati promette: "Una via intitolata a Stefano Casagrande"

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luxuria al gay pride di bologna Bologna, 28 giugno 2008 - Sono almeno 20 mila le persone che hanno preso parte al primo tratto, quello a piedi, del Pride (da Piazza Ravegnana ai Giardini Margherita). Queste le prime cifre fornite dagli organizzatori (la Questura stima 6-7 mila persone), che si aspettano un consistente aumento di partecipanti per la parata con i camion. I primi mezzi hanno fatto tappa ai Giardini Margherita, poi il corteo si è snodato lungo i viali. In testa il "Trenino delle Famiglie arcobaleno", seguito da quello del Cassero, dell'Arcilesbica e del Mit.

 

PICCOLO INCIDENTE

 

Due partecipanti al Gay Pride in corso a Bologna, un uomo e una donna, sono rimasti leggermente feriti dopo essere caduti dal uno dei carri della manifestazione, quello di colore rosso dell'Arci gay. I due, a quanto si è appreso, era appoggiati a una transenna del camion che ha ceduto: sono così caduti a terra; soccorsi dal 118, sono stati portati uno all'ospedale Rizzoli, l'altro all'ospedale Maggiore. Il piccolo incidente è avvenuto sui viali, nei pressi di Porta Saragozza.

 

LUXURIA

 

"Davanti a chi non ti riconosce nè nella tua dignità nè nei tuoi affetti personali cercare il dialogo è tempo sprecato": lo ha detto l'ex parlamentare di Rifondazione Comunista, Vladimir Luxuria, durante il Gay pride a chi gli chiedeva riguardo ad un possibile dialogo tra la Chiesa e i movimenti per i diritti degli omosessuali. Luxuria ha ribadito che "si dialoga con persone disposte ad ascoltare". E non ha però escluso una apertura ed un confronto con i cattolici.

 

Luxuria non ha poi risparmiato critiche all'arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, in merito alle sue recenti dichiarazioni sull'omosessualità: "è preoccupante - ha detto l'ex deputata del Prc - definire 'socialmente pericolose' le unioni omosessuali. Non vorrei fosse un segnale che la curia stia mandando al Governo per far pensare che queste manifestazioni siano socialmente pericolose. Non vorremmo finire anche noi con i polpastrelli macchiati".

 

I partecipanti del Gay Pride con in testa il socialista Franco Grillini e la stessa Vladimir Luxuria si sono fermati davanti alla sede del Cassero storico locale per omosessuali di Bologna, e hanno anche reso un tributo alla lapide dei caduti durante in nazifascismo vicino a Porta Saragozza, lungo i viali del capoluogo emiliano.

 

GRILLINI 'SINDACO'

 

Franco Grillini, lo storico leader omosessuale candidato a sindaco al Comune di Bologna, partecipa al Pride indossando una fascia arcobaleno portata a mo' di fascia tricolore da sindaco: "Qualcuno dice che ci sono troppi colori e che bisognerebbe ridurli magari a tre". Insomma una fascia 'beneaugurante' per Grillini e messa "a mo' di protesta per l'assenza del sindaco di Bologna e di tutti i parlamentari bolognesi del Pd da quello che sara' il corteo piu' grande del 2008 a Bologna. A dimostrazione - prosegue Grillini - di una rappresentanza parlamentare che divorzia dalla sua parte e dalla realta'". Il Pd, aggiunge Grillini, "e' un partito che non rappresenta piu' i diritti civili e sul Pride grava ormai l'intera responsabilita' di rappresentare la laicita' dello Stato e del paese". L'ex deputato socialista ha conversato coi cronisti mentre il corteo si fermava vicino al Cassero di Porta Saragozza, che 28 anni fa fu la prima sede concessa ad un'associazione omosessuale in Italia.

 

LA PARTENZA

 

E' partito in orario alle 14.30 la prima parte del Bologna Pride. Diverse migliaia di persone hanno cominciato a sfilare da piazza Ravegnana occupando gran parte di via Castiglione. Lo striscione di apertura recita "Laicita', parita', dignita'". Tra le persone che lo sorreggono, Vladimir Luxuria, ex deputata del Prc, Marcella Di Folco, presidente del Mit, Emiliano Zaino, presidente Cassero, Sergio Lo Giudice (presidente della commissione ministeriale sulle differenze), Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay e Vittoria Franco, ministro ombra alle Pari opportunita'.

 

Numerose bandiere di Arcigay e Arcilesbica, diverse bande musicali e un corteo molto colorato e festoso che si sta dirigendo ai Giardini Margherita dove stanno aspettando i camion per la parata. In coda lo spezzone Queering Bo, dei centri sociali e collettivi bolognesi, che sta distribuendo un "pacchetto sicurezza" contenente un preservativo, una pillola del giorno dopo (finta), due cannucce "sniffa-pulito" e una galaxy-card per, recita il volantino, "viaggiare, fermarsi, godere e condividere pari diritti in tutti i Paesi del mondo".

 

DANTE CONTRO CINDY

 

Il "sommo poeta" contro la cantante rock-punk. A Bologna arriva il Gay Pride e con la kermesse sbarca anche lo spirito trasgressivo e goliardico che da sempre contraddistingue la manifestazione.

 

Tutto comincia a mezzogiorno sotto le Due Torri, dove il poeta Davide Rondoni, come annunciato nei giorni scorsi, legge e spiega il passo dell'Inferno di Dante dedicato al girone dei sodomiti. Un'iniziativa 'colta' che, dice Rondoni, vuole aiutare il dibattito sul Gay Pride, perche' "Dante nel modo in cui affronta il problema e' molto piu' avanti rispetto alle cose che si sentono in questi giorni".

 

Una cinquantina le persone in ascolto, fra loro anche il consigliere comunale Ltb Daniele Corticelli e il deputato dell'Udc Gianluca Galletti. Rondoni fa un commento tra il serio e il faceto, aiutandosi anche con una lavagnetta. Ma e' rigorosa la chiosa finale, in cui accomuna gli omofobici agli estremisti del Gay Pride, perche' entrambi "fanno coincidere la dignita' delle persone con l'identita' sessuale". E invece Dante, nel suo incontro con Brunetto Latini, precisa Rondoni, "distingue le due cose, perche' l'identita' sessuale e' solo una parte della persona".

 

Per tutta la lettura un gruppo di esponenti del Gay Pride (tra cui anche gli organizzatori Emiliano Zaino e Paola Brandolini, appena usciti da un incontro con il sindaco Sergio Cofferati) staziona silenziosamente sventolando le bandiere di Arcigay e Arcilesbica.

 

Quando pero' la lettura finisce comincia lo "spettacolo": un ragazzo con veste lunga rosa (ma con spacco vertiginoso che lascia abbondantemente intravedere le gambe non depilate), parrucca bionda, occhiali da sole, filo di perle e tacchi vertiginosi, declama la canzone di Cindy Lauper "Girls just wanna have fun". Per intero. Tra lo sguardo divertito dei passanti. Rondoni, intanto, e' gia' andato via da un pezzo.

 

LA PROMESSA DI COFFERATI

 

Bologna avra' una strada intitolata a Stefano Casagrande, figura storica del Cassero, il circolo gay cittadino tra piu' antichi e attivi in Italia. Il sindaco Sergio Cofferati, incontrando nella mattina gli organizzatori del Gay Pride, ha infatto detto si' alla richiesta avanzata nei giorni scorsi dalle associazioni omosessuali e transgender. E a un'azione simbolica, Cofferati ne ha aggiunta anche una concreta, annunciando che a giorni aprira' un ufficio dedicato a gay, lesbiche e trans, all'interno dello sportello comunale per le politiche delle differenze.

 

''Questa amministrazione e' da sempre interessata a tutte le politiche che consentono di rafforzare e garantire i diritti delle persone'', ha spiegato Cofferati, sottolineando di voler puntare su ''situazioni concrete che traducano la cultura dei diritti in forme di aiuto e alla creazione delle condizioni materiali per far si' che questi diritti vengano applicati''.

 

Soddisfatti dell'incontro anche i portavoce della manifestazione Marcella Di Folco, Emiliano Zaino e Paola Brandolini: ''Testimonia le buone relazioni tra il movimento lgbt e le istituzioni. Sarebbe importante esportarle anche a livello nazionale'', ha ricordato la Brandolini, alludendo alle polemiche con il ministro delle pari opportunita' Mara Carfagna su cui ''caliamo un velino'', ha scherzato la Di Folco.

 

Al sindaco, le portavoci hanno regalato un libro che ripercorre la storia degli ultimi trent'anni del movimento lesbico italiano e 'In Italia siamo tutti maschi', di Luca De Santis, recente vincitore del premio Troisi. A poche ore dal via al Pride, Cofferati e' parso fiducioso: ''Una prova di maturita' per la citta'? Bologna ha sempre dimostrato attenzione verso i diritti delle persone''.










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