Il presidente Enrico Postacchini: "Ha ragione il prefetto: mettiamoci a lavorare insieme per riprenderci la città. Inizieremo dal centro storico e batteremo ogni strada"
«ADESSO si può lavorare tutti insieme». Così il prefetto Angelo Tranfaglia nella sua intervista al Carlino ha accolto il decreto Maroni. Il problema riguarda anche l’Ascom, il colosso dei commercianti.
«Mi sono ritrovato pienamente nelle dichiarazioni del prefetto. Stiamo lavorando benissimo anche con il questore Luigi Merolla. Il ministro mi ha convinto. Il suo decreto è sacrosanto. E’ stato colto con senso di responsabilità da molti sindaci, che non hanno fatto i capricci. Ci si metta tutti insieme a risolvere i problemi, senza scaricare sulle risorse. Chi amministra non può sottrarsi alle responsabilità, questi sono diritti-doveri. E’ una legge. Non si può dire ‘mi piace’ o ‘non mi piace’, come ha fatto la Scaramuzzino. Ora ci sono più poliziotti e carabinieri sul territorio, grazie anche all’arrivo dell’esercito che consente di recuperarli». Enrico Postacchini, presidente dell’Ascom, vuol dare il buon esempio. E mentre registra una timida ripresa degli acquisti in saldo, annuncia: «Da settembre cominceremo a ripulire le serrande dai graffiti, partendo dal centro storico. Saranno almeno duemila negozi, è solo l’inizio».
Eppure il sindaco Sergio Cofferati e tanti big del Pd hanno messo in guardia proprio sulle risorse.
«Qui occorrono volontà e determinazione di fare le cose. Penso alle promesse del Comune sui lavavetri. Lo vedono tutti: sono raddoppiati. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Investiremo 300mila euro nella pulizia delle saracinesche. Daremo la precedenza agli associati ma le strade saranno ripulite a tappeto. Cominceremo dal centro ma non ci fermeremo lì, penseremo anche alla periferia e alla provincia».
Il Comune ha provato a ripulire qualche palazzo storico. E’ durata pochissimo.
«Useremo una vernice a prova di graffito. Se qualcuno ci scriverà sopra, basterà passare acqua e sapone. Questo lo sentiamo come nostro dovere. Assieme a un impegno contro l’abusivismo commerciale. Se diciamo che è ora di stringere sugli ambulanti irregolari, si deve fare sul serio».
Nel 2010 scadono le concessioni.
«Abbiamo chiesto all’assessore Santandrea di vedere bene, caso per caso. Mi pare che abbia risposto con senso di responsabilità. Mi aspetto che siano rinnovate tutte le licenze degli ambulanti regolari. Non come si era detto all’inizio della discussione, quando l’obiettivo era di tagliare il venti per cento delle bancarelle. Quella stessa percentuale, proponiamo noi, può essere recuperata facendo sparire gli abusivi. Mi aspetto inflessibilità, su questo».
Era stata promessa anche sui lavavetri, l’ha appena ricordato. Si è visto com’è andata a finire...
«Chiaro, prima di tutto servono i controlli dei vigili. Bisogna fare pressione». Sorride: «Suggerirei anche di andare alla stazione, la mattina verso le cinque. Basta vedere tutti gli abusivi che scendono dai treni locali».
Poi ci sono i fiorai senza licenza, fermi ai semafori.
«Quella è un’altra storia, loro si muovono con l’Ape. Comunque, la soluzione ai problemi è una sola: che tutti ci mettiamo a lavorare insieme. Dobbiamo dimostrare di essere capaci di riprenderci la città. E’ una scelta dovuta, lo chiedono i cittadini».
Molti cittadini chiedono anche di ripensare la chiusura al traffico della zona universitaria. L’Ascom vorrebbe proprio azzerarla. Ma il Quartiere San Vitale, con il metodo del cronista, ha scattato fotografie per dire che i locali sono pieni, che il deserto non esiste.
«Quell’indagine, a voler essere buoni, è ingenua e superficiale. Ci devono andare tutto l’anno a verificare le presenze. Solo allora si potrebbe parlare di statistiche. Ripeto: qui bisogna fare pochi capricci. Mettiamoci a lavorare e via».
di RITA BARTOLOMEI