Da anni perdiamo quote di mercato a vantaggio di Grecia, Spagna, Tunisia, Marocco. Più competitivi come prezzi, ma da noi è tutta l'immagine nazionale ad essere incrinata... di Pierluigi Visci
Sono appena tornato dall’isola greca di Kos, di incomparabile bellezza, dalle limpide acque blu e patria di Ippocrate. E’ stato spontaneo fare confronti con le spiagge nostrane (prezzi, trattamento). Un esempio: spiaggia greca, ombrellone, due lettini, doccia gratuiti in cambio di una consumazione nel piccolo bar ristorante (con 6-7 euro te la cavi). Rimini: ombrellone e due lettini, 25 euro (mangiare a parte).
Claudio Ortensi, Bologna
Rispondie Pierluigi Visci, direttore di Quotidiano Nazionale e de Il Resto del Carlino
A leggerle, le cifre dei costi di spiaggia a Kos e a Rimini sono clamorosi. La Romagna, e Rimini in particolare, ha sviluppato una politica turistica della vacanza per famiglie, con attenzione ai costi, premiata per decenni dalla clientela nazionale e internazionale. Per giustizia va detto che ci sono varie tipologie di bagni e di servizi offerti che possono far crescere il costo dell’ombrellone. Ma non è questa, credo, l’essenza del discorso che questa lettera pone.
Da anni perdiamo quote di mercato turistico a vantaggio della Grecia, appunto, della Spagna, e dei Paesi africani (Tunisia, Marocco). Più competitivi. I costi sono la ragione prima di questa fuga dal Belpaese, ma non solo. Pensiamo ai trasporti, al disordine, alla sporcizia, alla criminalità (proprio oggi registriamo l’aggressione a una coppia di cicloturisti olandesi, con violenza alla donna), agli spettacoli della prostituzione da strada.
Questo Paese ha bisogno di fare sul serio. E lavorare molto per il turismo, vera, grande ricchezza dell’Italia, trattato come una cenerentola. Nella riforma federalista che prende corpo, una riflessione su questo comparto economico va fatta. Se crolla l’immagine di Napoli, crolla l’immagine dell’Italia. Un esempio è il classico tour degli stranieri amanti delle nostre città d’arte: Roma, Firenze, Venezia. Il turismo merita attenzione nazionale e dinamicità territoriale. La seconda, senza la prima, produce poco