Le sigle Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola pronte a fare sciopero e indire azioni legali. Particolarmente spinosa e' la questione dell'insegnamento delle lingue straniere
Bologna, 26 agosto 2008 - "Non e' garantito alla scuole bolognesi il regolare avvio dell'anno scolastico. Mancano ancora 144 insegnanti, in particolare di inglese e seconda lingua comunitaria". Inizia cosi' un telegramma che i sindacati bolognesi Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola hanno inviato oggi al Ministero della Pubblica istruzione per chiedere spiegazioni e soluzioni.
Particolarmente spinosa e' la questione dell'insegnamento delle lingue straniere. I primi malumori tra i docenti di lingua risalgono gia' a questa primavera, quando l'Ufficio scolastico provinciale (Usp) inseri' nell'organico di diritto delle scuole elementari anche i docenti di lingua straniera, in possesso di una specializzazione (ed entrati nella scuola proprio in virtu' di essa), "riconvertiti" dalla legge ad insegnare tutte le materie. E, lo scorso luglio, l'Usp ha disposto l'assegnazione di soli 32 docenti specializzati nelle scuole del bolognese, dando priorita' a quegli istituti dove mancano docenti in possesso dei requisiti (ma senza specializzazione) per insegnare una lingua straniera, a fronte di una presenza sul territorio bolognese di 122 docenti (di cui 90 di ruolo).
Proprio oggi, poi, dovevano essere convocati gli aspiranti supplenti di lingua straniera per il prossimo anno scolastico negli istituti bolognesi, ma la convocazione e' slittata al prossimo 11 settembre, a ridosso dell'apertura delle scuole (fissata per il 15), "a causa dell'impossibilita' di definire con certezza le disponibilita' di posti da assegnare", recita l'avviso dell'Usp.
"Per la prima volta tutte le scuole di ogni ordine e grado partiranno con orari provvisori", dicono Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola. E questa situazione prospetta, quindi, "una riduzione del tempo scuola, una riduzione delle ore di lingua straniera e diritti diseguali per gli studenti bolognesi rispetto a quanto viene garantito agli altri territori della stessa regione". A fronte di questa "gravissima situazione- conclude il telegramma inviato al Ministero- queste organizzazioni sindacali pretendono una risposta urgente e responsabile". I sindacati quindi si dichiarano pronti a "promuovere ogni azione di lotta, anche di natura legale, atta a garantire agli studenti bolognesi, cosi' ingiustamente penalizzati, gli insegnamenti fondamentali a cui hanno diritto".