Pochi euro al mese sono la conseguenza del dissesto dei conti pubblici. Una mano possiamo darla tutti, con comportamenti fiscali più corretti. Pagare tutti, insomma, per pagare meno. Anche così si fa giustizia sociale... di Pierluigi Visci
LA ‘SOCIAL CARD’? A parte l’umiliazione per chi deve presentarla alla cassa del negozio dove fa la spesa per avere un contributo di euro 1,31 al giorno, c’è anche un altro problema per gli anziani che vivono in piccoli centri: trovare vicino casa un negozio dove usarla. Comunque un grazie al premier e… alla ‘grancassa’ che ha continuato per più giorni, alle 7 di sera, a strombazzare la notizia di ‘cotanto aiuto’.
Sergio Olivieri, Pietrarubbia (Pesaro Urbino)
HO SEMPRE sentito dire che poco è sempre meglio che niente. Tutti i governi italiani precedenti non hanno mai fatto niente per chi ha più bisogno. Allora smettiamola di criticare la ‘social card’…
Gino Cavicchioli, Marzabotto (Bologna)
Risponde Pierluigi Visci, direttore di Quotidiano Nazionale e Il Resto del Carlino
SOCIAL CARD, opinioni a confronto. E’ il bello di una società democratica e pluralista (e di un giornale che offre con naturalezza ai suoi lettori lo spazio del dialogo e del dibattito). Personalmente sono d’accordo con Cavicchioli: meglio poco che niente.
Il tema dell’umiliazione è stato dibattuto a sufficienza e non potrà mai essere definito perché la dignità resta un valore del tutto soggettivo. E’ vero, poi, che i destinatari della social card, specie i più anziani, potranno trovare difficoltà a utilizzarla nei piccoli centri della nostra Italia. I tecnici dovranno pensarci.
La vera questione è di quantità più che di qualità. E la quantità - pochi euro al mese - sono diretta conseguenza del dissesto dei conti pubblici. Proprio nei momenti di crisi ci è più chiaro che il debito pubblico ci tocca da vicino e non è solo materia di dibattiti di politici ed economisti. Una mano la possiamo dare tutti, con comportamenti fiscali più corretti. Pagare tutti, insomma, per pagare meno. Anche così si fa giustizia sociale.
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