Dunque, l’Italia è primatista mondiale per le auto blu: 500mila unità in più di Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna. Ogni auto necessita di autista, carburante, manutenzione. Quanto ci costano?
Gastone Capitoni, Castel Maggiore (Bologna)
Almeno un primato l’abbiamo conquistato e ce lo teniamo stretto: 607.918 auto blu, contro le 75mila degli Stati Uniti.
Tarcisio Bellagamba, Chiaravalle (Ancona)
Non so se le auto blu rientrino nelle competenze del ministro Brunetta, ma sarebbe utile se potesse occuparsene per qualche ora. Di questo poco invidiabile primato mondiale ci parlano le due lettere che propongo oggi. Cito anche quella di Elio Berni, di Bologna, che chiede a Berlusconi di tagliare, oltre alle auto blu, province, prefetture ed enti inutili. E’ chiaro: la lingua batte dove il dente duole. E in tempi di difficoltà economiche e di tasse che comunque non si possono abbassare, la ricetta dei cittadini è sempre quella, ricorrente: eliminare i privilegi, potare gli sprechi, ridurre stipendi pubblici (a cominciare da quelli dei politici) che in contesti di disoccupazione, sottoccupazione e cassa integrazione, appaiono ancora più offensivi. Sono argomenti che ho affrontato in altre occasioni, tentando di giustificare certe spese con il dovere civico di sostenere la democrazia. Ma ci sono eccessi che è difficile giustificare, specie in rapporto con altri civili e democratici Paesi occidentali. Le auto blu (e con le auto blu le numerose e spesso inutili scorte) sono uno di questi eccessi. Ma dubito che il governo in carica, e il pur battagliero ministro Brunetta, riescano a rompere il muro dei privilegi di caste e castine, nazionali e locali.
di Pierluigi Visci
Casco 'spaziale' per una modella sulla passerella di Gil, durante la settimana di sfilate di moda a Londra