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Rinaldi: "Verona è la prova verità"

"La classifica è bugiarda, ci possiamo risollevare" confessa Il libero della Trenkwalder Modena, ex schiacciatore, autore a Padova di una delle migliori prestazioni stagionali. "Il nuovo allenatore ci mette il cuore, come Giani"

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Pietro Rinaldi (foto Fiocchi) Modena, 5 gennaio 2009. A differenza di molti suoi compagni, Pietro Rinaldi non corre il rischio di essere cambiato di ruolo dall’imprevedibile coach Zanini. Almeno fino a prova contraria, visto che comunque ha un passato da schiacciatore...

Il libero della Trenkwalder Modena, autore a Padova di una delle migliori prestazioni stagionali, è incuriosito dall’approccio del nuovo allenatore e aspetta di vedere che cosa succederà nelle prossime partite: «Credo che ci stia studiando, è a questo che attribuisco i cambiamenti che attua e tutte le cose che prova. Ha bisogno di conoscerci in fretta, di capire le nostre caratteristiche tecniche e mentali. Mi sembra l’approccio giusto, vista la situazione».

Cos’è cambiato rispetto alla gestione Giani?
«Emanuele ha tante cose in comune con Andrea, una su tutte: il cuore. Ce lo mettono entrambi, sempre. La differenza sta nella filosofia: per Zanini è fondamentale la disciplina del giocatore, la capacità di rispettare i propri compiti con precisione a beneficio della squadra. Ama preparare meticolosamente le partite e studiare gli avversari».

Una filosofia che sembra dare risultati, al di là dei limiti delle avversarie.
«Se parliamo dei limiti di Perugia e Padova, ci credo fino a un certo punto. Penso che le ultime due vittorie siano state merito nostro: a Perugia siamo stati bravissimi nel limitare i loro attaccanti, e contro Padova abbiamo dimostrato di saper chiudere una partita contro un’avversaria che cresceva col passare dei set. Cose che in altre circostanze non abbiamo saputo fare».

La prova del nove l’avrete domani contro Verona: una squadra in salute, che gioca al di sopra delle aspettative.
«E’ sicuramente una partita importante, ma credo che dobbiamo concentrarci su di noi senza pensare troppo a chi affrontiamo: resto convinto del fatto che siamo una squadra forte e ben progettata, che occupa un posto più basso di quello che merita in classifica. Verona è forte, ma se seguiamo la linea tracciata nelle ultime partite possiamo fare grandi cose».

Appena una gara più in là c’è Treviso, la rivale per l’ottavo posto: pensare a una situazione simile tre mesi fa sarebbe stato pazzesco. Oppure no?
«E’ una grande società che ha cambiato tanto, a partire dal palleggiatore, e che ora si trova in crisi. Una crisi, forse, persino più brutta di quella che abbiamo vissuto noi, perché a Treviso c’era l’intento dichiarato di investire per vincere subito. Prima o poi si risolleveranno, soprattutto nelle partite cruciali, delle quali la Sisley è maestra. Però se la loro crisi dura un altro paio di settimane non mi offendo».

Guardando la classifica, sembra un campionato sempre più folle.
«E invece trovo che una logica esista: ci sono squadre che non hanno nulla da perdere, fatte di giocatori che vogliono dimostrare il proprio valore; e poi ci sono squadre ambiziose ma giovani, che hanno cambiato tanto, e che quando vanno in difficoltà fanno più fatica ad uscirne. Sarà interessante vedere come andrà a finire».

 

di FABRIZIO MONARI










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