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LA MORTE DI IRYNA

Interrogato tutto lo staff ospedaliero
Oggi al Torrette ci sarà l'autopsia

La polizia ha ascoltato i chirurghi Bertani e Riccio, medici e infermieri che hanno seguito l’intero iter ospedaliero della giovane ucraina, dal momento del ricovero, fino al decorso post intervento chirurgico

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Iryna narizhna Ancona, 27 marzo 2008 - L’angoscia dei familiari di Iryna Narizhna, la 35enne ucraina morta venerdì all’ospedale di Torrette dopo un intervento di chirurgia plastica per l’accrescimento del seno, va di pari passo con l’allungamento dei tempi per conoscere la verità sul decesso della ragazza.

 

L’autopsia sulla giovane mamma, disposta dal sostituto procuratore di Ancona Mariangela Farneti, verrà eseguita questa mattina a Torrette. Ad occuparsene sarà il professor Adriano Tagliabracci, direttore dell’istituto di medicina legale dell’azienda ospedaliera Umberto I.

 

Ma intanto la Procura, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo senza iscrivere al momento nessuno sul registro degli indagati, ha dato disposizione alla squadra mobile della Questura di Ancona di ascoltare l’intero staff medico e infermieristico che da martedì della scorsa settimana, giorno in cui è avvenuto l’intervento, ha avuto in cura Iryna Narizhna all’ospedale di Torrette.

 

Tra martedì sera e ieri mattina, gli inquirenti hanno sentito come persone informate sui fatti, oltre al professor Aldo Bertani, primario della clinica di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’ospedale regionale, anche il professor Michele Riccio (che insieme a Bertani ha eseguito l’intervento di mastoplastica accrescitiva). Ma sono stati interrogati anche medici e infermieri che hanno seguito l’intero iter ospedaliero della giovane ucraina, dal momento del ricovero, fino al decorso post intervento chirurgico.

 

Una decina le persone ascoltate negli uffici della Questura. Al momento l’unica cosa certa sembra la causa finale della morte, ovvero l’embolia polmonare. Ma allo stato attuale non è possibile correlare in alcun modo il decesso con l’intervento di mastoplastica. Secondo il professor Aldo Bertani, le condizioni di salute della 35enne erano buone e tali da non suscitare preoccupazioni sull’esito dell’intervento a cui sarebbe stata sottoposta.

 


Iryna non prendeva la pillola anticoncezionale, non fumava, non aveva alcuna malformazione cardiaca. Era sana, insomma. Anche dopo l’intervento chirurgico la giovane mamma aveva parlato con i medici, si muoveva normalmente. "L’unica cosa che mi viene da pensare in questo momento — ha commentato ieri il professor Bertani — è la situazione della figlia di questa ragazza. Spero con tutto il cuore che si possa trovare subito una soluzione per la bambina''.

 

La polizia ha anche sequestrato le cartelle cliniche di Irina Narizhna. Stando così le cose, all’autopsia, disposta dalla Procura come atto irripetibile, non potranno essere presenti i componenti l’équipe che ha eseguito l’intervento di chirurgia plastica. E’ evidente che la verità passa proprio dall’esame di oggi. ''So che il professor Tagliabracci è una persona scrupolosa — ha detto Bertani —. Sono convinto che riuscirà a capire cosa è potuto succedere''.

Andrea Massaro

 

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