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TRUFFA AGGRAVATA

Chiuse le indagini sulla 'guaritrice'
La procura accusa la Maga Clara

Le tredici presunte parti offese avrebbero pagato dai mille ai cinquemila euro per i riti della maga, ma nessuno avrebbe sporto denuncia. Ora i suoi legali hanno venti giorni di tempo per decidere se chiedere un interrogatorio o presentare una memoria difensiva. Poi la procura valuterà il rinvio a giudizio
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'Maga' Clara Romano Potenza Picena, 4 aprile 2008 - Truffa aggravata: questa l’accusa che la procura di Macerata muove a carico di Clara Romano, 66 anni, nell’avviso di conclusione delle indagini notificato ieri.

 

Secondo gli inquirenti, la maga avrebbe raggirato tredici persone: prospettando loro negatività di vario tipo, o alludendo a possibili peggioramenti delle condizioni di salute, li avrebbe convinti a sborsare fino a 5mila euro per le sue cure: un impacco caldo, l’imposizione delle mani, o un rito che prevede la preghiera e l’accensione di decine di candele.

 

La prima inchiesta sulla maga venne aperta nel novembre 2006 dal sostituto procuratore di Macerata Antonella Redaelli, dopo che 'Striscia la Notizia' aveva mostrato la maga in azione. Qualche mese dopo la Finanza di Ancona, attirata dalla massiccia e costosa pubblicità che Clara Romano faceva su giornali e radio, avviò un accertamento fiscale su di lei, e da lì si cominciarono a sospettare — oltre a un giro di affari milionario e in nero — una serie di truffe.

 

Le indagini quindi passarono alla procura di Ancona perché per una delle vittime, di Jesi, venne ipotizzato il reato di circonvenzione di incapace, più grave rispetto alla truffa. Sulla base degli elementi raccolti dalla magistratura dorica, il 22 gennaio scorso la donna finì agli arresti domiciliari.

 

L’accusa di circonvenzione di incapace poi è stata modificata in quella di truffa, dunque tutta l’inchiesta è tornata a Macerata, al sostituto procuratore Redaelli. Dopo un’istanza presentata dai suoi difensori, il 5 febbraio Clara Romano ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari, con l’impegno di interrompere il bombardamento pubblicitario.

 

Ora su di lei la procura ha chiuso formalmente le indagini. Le tredici presunte parti offese sono persone della provincia di Macerata, di Ancona e di fuori regione, casalinghe, impiegati e professionisti; avrebbero pagato dai mille ai cinquemila euro per i riti della maga di Potenza Picena.

 

"Ma nessuno di loro — sottolinea l’avvocato Gianfranco Formica, che la difende con il collega Nazzareno Ciucciomei — ha mai presentato una denuncia". Tra l’altro tra i suoi clienti ci sono stati anche vip come Moratti e Eriksson. Ora i suoi legali hanno venti giorni di tempo per decidere se chiedere un interrogatorio o presentare una memoria difensiva. Poi la procura valuterà il rinvio a giudizio.

p.p.

 

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