Ancona, 4 aprile 2008 - Il bomber ha una gran voglia di gol. Non necessariamente suoi, perché le soddisfazioni personali (tre reti nelle ultime tre gare, dodici in stagione) ne ha avute già abbastanza. Quel che conta – più che mai domenica - è vincere e Salvatore Mastronunzio lo sa benissimo. Al punto che farebbe volentieri qualche fioretto pur di centrare l’unico obiettivo del big mach al Del Conero.
Mastronunzio, siete già in clima partita? ''Personalmente appena finito l’incontro di domenica scorsa a Perugia, ho subito cominciato a pensare alla partitissima con la Salernitana. Una gara del genere si sente, non c’è dubbio''.
Il 'Curi' cosa vi ha lasciato? ''Parecchia amarezza per una sconfitta abbastanza immeritata. Anzi, ad un certo punto dopo la mia rete del pareggio ho pensato che potessimo addirittura centrare la vittoria. Poi abbiamo commesso qualche errore, forse ci siamo un po’ scoperti e puntualmente è arrivata la loro vittoria. A volte, anzi molto spesso, nel calcio gli episodi sono decisivi''.
E’ stato così anche all’andata con la Salernitana... ''Di quella partita abbiamo tutti un ricordo molto forte. E ancora vivo, perché perdere in quel modo ci fece veramente male''.
Allora Di Napoli regalò la vittoria ai campani: stavolta sarà lei a rendergli la pariglia? ''Io o qualcun altro poco importa. Basta che l’Ancona vinca e incassi tre punti fondamentali. Poi a Di Napoli lascio molto volentieri il titolo di capocannoniere del torneo, a patto che l’Ancona vince il campionato''.
Che partita si aspetta? ''Contro la prima della classe non può che essere difficile. Ma noi siamo consapevoli della nostra forza e dobbiamo essere tranquilli. Ultimamente almeno un gol l’abbiamo sempre fatto, o quasi''.
Guardi il calendario: quante possibilità dà all’Ancona di salire direttamente senza playoff? ''Molto dipende da domenica. E’ chiaro che dobbiamo vincere, anche il pari non ci servirebbe moltissimo. Il calendario? Il nostro non è il massimo (tre su cinque in casa, ndr), ma nemmeno così severo. E poi anche alla Salernitana ancora resta qualche brutto cliente da affrontare''.
Da quando c’è Piccoli, lei è tornato al gol con grande frequenza: come nasce questa affinità elettiva? ''Di sicuro lui è molto bravo sia a starmi vicino, sia soprattutto a giocare tra le linee. La nostra è un’ottima intesa''.
Ma il segreto del suo grande rilancio di condizione da dove arriva? ''Dalla possibilità di allenarmi e lavorare finalmente con continuità. Nel corso di una stagione i piccoli infortuni ci stanno, ma ti rallentano l’entrata in forma. Ora, finalmente, mi sento a posto e credo che in campo si veda. Ciò che conta è essere al meglio in queste partite decisive''.
Alessandro Di Marco
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