Ancona, 11 aprile 2008 - Il futuro è un rebus più intricato del cubo magico di Rubik. Perché forse ha ancora più facce da incastrare, troppe per l’Ancona di oggi che esce dall’ultimo terremoto dirigenziale leccandosi le ferite in attesa di nuove, inevitabili, scosse. Le prossime saranno a giugno, quando la società tornerà a confrontarsi per pianificare il domani e forse solo allora saprà quale sarà la vera voce del padrone.
Oggi, dopo l’ufficializzazione dell’uscita dal Consiglio di amministrazione del Csi ,di (quasi) certo c’è solo che il progetto Soccer non si farà più e che il legame – se ancora persiste – con le prediche sul calcio etico di Vaticano e dintorni si è sensibilmente indebolito. Ma l’uscita di scena di Edio Costantini e Massimo Achini (i due rappresentanti del Csi nel Consiglio di amministrazione) hanno avuto il merito di scoperchiare una pentola già barcollante, su cui presto si dovrà fare chiarezza. Innanzitutto sulla tolda di comando.
La Terzo Tempo ad oggi resta in sella con l’80% delle quote e ha già fatto sapere di voler rispettare il piano triennale, anche se – detto per inciso – la promessa ricapitalizzazione è ferma alla prima tranche. I padroni dell’Ancona, dunque, saranno sempre più i soci milanesi? Possibile, anzi probabile. Ci sarà, però, da risolvere la questione della famiglia Schiavoni e del 20% delle attuali quote. Il presidente ha annunciato che resterà in carica fino a campionato concluso per poi rispettare il patto di dimettersi.
Da lì in avanti, appunto, potrebbe succedere di tutto: difficile che sia lui a chiedere e ottenere di riacquistare la maggioranza, ma sarebbe strano anche vederlo del tutto fuori dai giochi e defilarsi totalmente all’interno di una società che a quel punto avrebbe l’anima sempre più meneghina. La Terzo Tempo per conferire un tocco indigeno starebbe pensando alla presidenza da affidare a Renato Zaccarelli, affiancandogli – forse – Ivano Bonetti nel ruolo di direttore generale, ma a quel punto ci sarà ancora spazio per il diesse Sandro Marcaccio (che tanto bene ha fatto specialmente in questa stagione) e magari anche per mister Frencesco Monaco legatissimo agli Schiavoni?
Dubbi, incertezze, nubi fosche come quelle addensate sull’accordo con il main sponsor Italiana Assicurazioni che all’Ancona ha legato il suo nome grazie alla spinta del Csi e che ora, dopo le dimissioni dal Cda di Costantini e Achini, potrebbe anche meditare l’abbandono. In mezzo a tutto questo balletto ci sarebbe anche un campionato da decidersi in volata. E una serie B che non vale affatto poco. Anche economicamente, s’intende.
Alessandro Di Marco
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