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SERIE C1

Ancona: regna il caos
Vicina la resa dei conti

Mancano 800mila euro, chi li metterà? Se non lo farà la Terzo Tempo toccherà a Schiavoni
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Sergio Schiavoni Ancona, 16 aprile 2008 - La resa dei conti è sempre più vicina. Sergio Schiavoni, che ha proclamato il silenzio stampa, ora muore dalla voglia di parlare. Lo farà nelle prossime 48 ore. Al ritorno da Milano. Ieri era a Trieste, ma ha ribadito, raggiunto telefonicamente, che per ora si va avanti con le bocche cucite. Peccato che il brusio attorno alle vicende societarie non accenni a placarsi.

 

E allora il presidente dell’Ancona sta pensando di interrompere il silenzio per raccontare la sua verità. Tutto ruota attorno alla ricapitalizzazione. L’assemblea dei soci aveva deciso di destinare un milione di euro per coprire le spese della stagione sportiva che sta per chiudersi. Ebbene, finora ne sono stati versati soltanto 200mila o giù di lì. Ne mancano, la matematica non è un’opinione, 800mila, il cui esborso dovrà essere ripartito, a seconda delle quote, tra i soci.

 

L’operazione va completata e se non si arriverà a quella fatidica quota toccherà proprio agli Schiavoni, che risultano amministratori dell’Ancona pur con il 20%, mettere mano al portafoglio. La Terzo Tempo, per ora, non si muove per completare la ricapitalizzazione, si è presa una pausa di riflessione. Sarà decisiva l’assemblea dei soci, che sarà convocata tra un mese. In quella sede si dovrà trovare per forza di cose una soluzione.

 

Che i rapporti non siano idilliaci tra le varie componenti dell’Ancona ormai è noto. Prima gli scontri tra Petocchi e Schiavoni, poi quelli tra Schiavoni e il Csi, poi l’addio dei due consiglieri del Csi Costantini e Achini e il naufragio, ormai certo, del 'Progetto Soccer' che ha trovato proseliti, ma non è riuscito a convogliare alcuni sponsor attesi, annunciati e mai arrivati.

 

Nella Terzo Tempo poi, la società a tre teste, che prima si chiamava 'Progetto Soccer', controllata da Enrico Petocchi, amministratore della Twice che ha il 50%, a completarla ci sono Ugo Colombo (25%) e Alessandro Fassina (25%), ci sono opinioni differenti e piena condivisione di una sola azione: aspettare prima di tirare fuori il denaro. Eloquente la dichiarazione di Ugo Colombo, appena uscito dal cda dell’Ancona l’altro giorno al Carlino: ''Voglio capire quello che succede''.

 

E adesso vogliono capirlo un po’ tutti. Soprattutto ora che la squadra è lanciata verso la B e che si ritrova ad ascoltare dopo i fasti della presentazione in grande stile, urbi et orbi, in Vaticano le continue voci che parlano di contrasti anche forti all’interno della società e di una ricapitalizzazione che non è andata ancora in porto con tutti gli annessi e connessi.

Matteo Massi

 

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