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30 ANNI DALLA MORTE

Montemarciano, conferita la cittadinanza
onoraria alla vedova di Aldo Moro

Nella cittadina marchigiana, Moro e la signora Eleonora Chiavarelli si erano sposati nell'aprile del 1945. La vedova Eleonora non era presente per motivi di salute: al suo posto la figlia Agnese (nella foto)
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Agnese Moro Ancona, 3 maggio 2008 - Agnese Moro ha partecipato ad una messa e ad una cerimonia a Montemarciano, il piccolo comune in provincia di Ancona dove i genitori si sposarono, e che oggi ha conferito la cittadinanza onoraria alla vedova del presidente Dc, Eleonora, originaria di queste parti.
Nella cittadina marchigiana, Moro e la signora Eleonora Chiavarelli si erano sposati nell'aprile del 1945, nel Santuario della Madonna dei Lumi.


''Non esiste una cittadinanza onoraria delle Marche - ha detto Spacca, che fu allievo di Moro all'Università La Sapienza di Roma -, ma facciamo volentieri nostra quella che il Comune di Montemarciano ha voluto offrire a Eleonora Chiavarelli, vedova Moro''. Questa - ha aggiunto - ''non è una commemorazione, ma un rafforzamento del ricordo di un grande uomo''.


E durante la messa, ricordando il martirio di Moro e della sua scorta, il vescovo di Senigallia monsignor Giuseppe Orlandoni ha sottolineato il valore della persona, il fatto che ''la vita umana è più importante della politica'', mentre tutti, ''classe politica, comunità nazionale, la Chiesa stessa, debbono collaborare per la costruzione dei valori inderogabili della convivenza civile''.


Per il sindaco Cingolani, la cittadinanza onoraria è ''un atto dovuto'' alla signora Nora, ''che rimane una di noi''. I rapporti tra la famiglia Moro e Montemarciano sono rimasti sempre stretti. Tanto che - oltre alle varie autorità, tra cui le senatrici Silvana Amati e Marina Magistrelli del Pd e il deputato Carlo Ciccioli (Pdl-An), vari sindaci del comprensorio, il vice sinaco di Ancona Sandro Simonetti e alcuni assessori regionali - a messa e a teatro si sono ritrovati molti conoscenti. Un militante Dc ha portato le foto scattate in occasione delle visite del Aldo Moro, un vecchio allievo di Eleonora è andato a salutare Agnese: ''Sono l'unico scolaro che ha avuto a Montemarciano, qui passò il fronte, le scuole erano chiuse, e lei, che era amica di mia madre, mi fece fare la prima privata''. Tra i tanti, anche l'omaggio di Sandro Cesaroni, sindaco di San Paolo di Jesi, il paese dove è sepolto l'autista di Moro, Domenico Ricci, trucidato con il resto della scorta nell'agguato in via Fani.

 

La figlia di Aldo Moro, Agnese, spera che ci sia ''qualcosa di più completo'' negli archivi che dovrebbero essere aperti con la decadenza del segreto di Stato, 30 anni dopo il rapimento e l'uccisione del presidente della Dc da parte delle Br. ''Stiamo a vedere - ha detto ai giornalisti all'uscita del Santuario della Madonna dei Lumi a Montemarciano -. Più che altro ritengo che non abbiamo una ricostruzione sostenibile secondo la logica''.


E quanto alle frasi della madre Eleonora, raccolte in un libro dall'ex magistrato e parlamentare Ferdinando Imposimato, secondo le quali la morte di Moro sarebbe stata voluta ''dallo Stato'', Agnese ha sottolineato che si trattava di ''dichiarazioni confidenziali. Lei però è stata sempre convinta che non sia stato fatto tutto per salvarlo, un'opinione condivisa da molti''. Ritiene che i colpevoli abbiano pagato? ''Quante domande mi fate in una bella giornata di sole come questa...''. I giornalisti le hanno chiesto se la risposta significasse un 'no': ''Lei cosa ne dice?'', ha replicato la figlia di Moro.

 

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