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GLI INTRECCI DEL PORTO

Area ec Ccs, doccia gelata per Sturani:
la procura vuole indagare ancora

La Procura ha notificato ai legali di Sturani, gli avvocati Roberto Gusmitta e Ennio Amodio una proroga di sei mesi delle indagini sul sindaco di Ancona che è indagato per corruzione in concorso con Alberto Rossi

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Fabio Sturani Ancona, 12 maggio 2008 - "Mala tempora currunt'' per il sindaco di Ancona, Fabio Sturani. Certo, il primo cittadino non aveva mai pensato che in un batter d’occhio si potessero cancellare le sue disaventure giudiziarie. Ma forse, in cuor suo, un pensierino affinchè la sua posizione venisse archiviata in merito alla vendita ad Anconambiente della famosa area Ccs in zona Zipa, Sturani lo aveva fatto. E invece la doccia gelata, peraltro già ventilata nelle ultime settimane, è arrivata puntuale.

 

La Procura ha notificato ai legali di Sturani, gli avvocati Roberto Gusmitta e Ennio Amodio una proroga di sei mesi delle indagini sul sindaco di Ancona. Sturani è indagato per corruzione in concorso con Alberto Rossi, socio di Frittelli Maritime ed ex amministratore di Ccs, la società che nel 2001 cedette l’area di 18mila metri quadri in zona portuale Zipa ad Anconambiente per 5,1 miliardi di vecchie lire.

 

Area che, secondo l’accusa, era stata destinata a trasformazione nel piano del porto, secondo il quale sarebbe dovuta diventare un maxi parcheggio ad uso dei Tir e dei mezzi portuali. Dunque un terreno destinato a deprezzamento. Sturani, seguendo la logica accusatoria, avrebbe favorito la vendita del terreno e in cambio avrebbe ottenuto da Rossi dei finanziamenti per la sua campagna elettorale che proprio quell’anno lo vide trionfare. Ma nel mirino degli inquirenti non c’è solamente quel che è accaduto dopo il 2001, ma anche prima.

 

L’allora Ccs acquistò il terreno in zona Zipa con un contratto di leasing. Finanziamento che poi si è accollato Anconambiente al momento dell’acquisto. I magistrati della procura anconetana, anche sulla scorta delle valide indicazioni della Corte dei Conti, che già indagava su un possibile danno all’erario per la cessione del terreno del porto, riterrebbero valida la pista per cui ci sarebbe stata una sorta di speculazione sui passaggi di quei 18mila metri quadri.

 

Sostanzialmente, la Ccs l’avrebbe rivenduta ad Anconambiente a un costo più elevato di quello sostenuto dalla stessa società nel 1997. Ma è evidente che qui vengono tirate in ballo anche le perizie. Se l’accusa sostiene che può esserci stata una speculazione, è logico immaginare che siano state fatte delle valutazioni 'discutibili' sul reale valore dell’area.

 

La discutibilità delle perizie, cosiccome la posizione di Sturani e del suo predecessore, Renato Galeazzi, sono anche al centro dell’udienza in corso davanti alla Corte dei Conti. Il giudice si deve ancora esprimere sulla richiesta avanzata dall’ex direttore generale di Anconambiente Umberto Montanari, anche lui indagato, di estensione del contradditorio al sindaco attuale e all’ex primo cittadino di Ancona. Le indagini contabili e quelle penali stanno andando di pari passo.

 

L’obiettvio è chiaramente far luce su tutto. E se il sindaco non trascorrerà un’estate proprio così serena, altrettanti guai sono in vista per Antonio Recchi. L’ex assessore comunale oggi rischia di essere rinviato a giudizio dal Gup Lionello Rossino. Recchi è accusato dal pm Paolo Gubinelli di aver sfruttato l'incarico comunale per ottenere sponsorizzazioni per la Jesi calcio, in cambio di favori in appalti, per poi aver prelevato fondi dalle casse della società portandola al dissesto.

Andrea Massaro

 

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