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PLAYOFF: ANCONA-PERUGIA

Monaco: "Niente alibi, dipende tutto da noi"

Il tecnico alza la voce alla vigilia della sfida da non fallire: ''Abbiamo un debito da saldare con i nostri tifosi''
 

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Francesco Monaco Ancona, 21 maggio 2008 - Novanta minuti senza domani. O vinci con due gol di scarto (anche 3-1, 4-2 e similari) e voli in finale o il sogno della serie B svanirà in una triste domenica di fine maggio. Tutto in un pomeriggio: domenica al Del Conero, comunque vada, farà molto caldo perché l’Ancona sa di mettere in gioco un campionato intero. Il primo a rendersene conto è l’uomo che alle sfide decisive e alle tempeste è ormai decisamente abituato, ma sin d’ora sente forte la pressione della partitissima di ritorno con il Perugia.

 

E allora è come se mister Francesco Monaco resettasse per intero questi due anni: non conta più l’esonero con ritorno vincente dello scorso anno, non conta la salvezza conquistata ai playout sempre nel campionato precedente, non conta il secondo posto centrato in stagione regolare contendendo fino all’ultimo la promozione diretta alla Salernitana. Conta solo tarpare le ali del Grifo e allungare l’annata di altre due domeniche.

 

Mister Monaco, si è dato una spiegazione alla debacle del Curi? ''Onestamente no. Purtroppo nel calcio a volte capitano situazioni imprevedibili. E stavolta la controprestazione è arrivata in un momento cruciale della stagione''.

 

Secondo molti la responsabilità è anche e soprattutto sua se la squadra a Perugia si è rintanata nella propria metà campo. Come risponde? ''Non mi sono mai considerato un difensivista. Non mi riconosco proprio in questa definizione. Insomma, non sono certo stato io a dire ai ragazzi di chiudersi. E non eravamo neanche partiti per il pareggio a tutti i costi. Forse a tradirci è stata la tensione, anche se la nostra è una squadra che di elementi esperti e avvezzi alle partite importanti ne ha parecchi''.

 

Altri capi d’accusa: gli esterni che non salgono e Mastronunzio troppo solo là davanti. ''Quanto ai laterali non sono certo stato io a dire loro di non salire. Ci mancherebbe altro. Diamo anche merito al Perugia che ha fatto valere la sua forza non solo sulle fasce, ma anche al centro''.

 

E Mastronunzio senza sostegni? ''Il modulo con cui siamo andati a Perugia è lo stesso che abbiamo presentato per gran parte del girone di ritorno e che ci ha regalato parecchie soddisfazioni. Ognuno può pensarla come vuole, ma io dico che Piccoli, Cazzola e Fialdini ed anche Schiattarella interno di centrocampo alle spalle di Mastronunzio possono garantire spinta ed inserimenti. Poi, appunto, quando capita una giornata negativa collettiva come quella di domenica scorsa, credo che ci sia poco da argomentare su singole questioni, perché è tutto l’impianto che non regge''.

 

Infortuni a centrocampo e immancabili duelli societari: quanto hanno inciso? ''Sapete come la penso: non sono il tipo che dà alibi alla squadra. Pensiamo a noi, a chi c’è, e soprattutto concentriamoci sulla partita di domenica. Abbiamo un debito da saldare con i nostri tifosi che sono venuti in massa a Perugia e non sono certo stati ripagati nel modo migliore''.

 

A proposito di domenica: cambierà modulo e formazione? ''Vedremo nei prossimi giorni, allenamento per allenamento. A prescindere dagli uomini e dallo schieramento sono certo che sarà un’altra storia rispetto al Curi. Dobbiamo vincere con due reti di vantaggio e stavolta proprio non potremo sbagliare l’approccio anche in termini di cattiveria agonistica''.

 

Intanto da Arezzo per lei starebbero suonando le prime sirene tentatrici: le ha ascoltate? ''Ormai mi conoscete. Io sono un uomo di campo e non ho certo intenzione di distrarmi adesso che siamo arrivati al momento determinanti dell’intera stagione. La mia testa, come quella dei giocatori, è soltanto sulla partita, perché tutti noi sappiamo quanto alta sarà la posta in palio''.

Alessandro Di Marco

 

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