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LEGA PESCA MARCHE

I pescatori sono preoccupati:
"Il Parco marino non ci penalizzi"

Cecchettini e Micucci: “Siamo in ansia per le conseguenze dell’istituzione del Parco marino del Piceno. Crediamo che un’iniziativa di tutela dell’ambiente non debba togliere spazi di mare alle attività di pesca''

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pesca Ancona, 21 maggio 2008 - “Siamo fortemente preoccupati per le conseguenze dell’istituzione del Parco marino del Piceno. Crediamo che un’iniziativa di tutela dell’ambiente non debba avere ripercussioni negative sulle imprese di pesca che ogni giorno, proprio a contatto con l’ambiente marino, traggono da questa attività il reddito per i soci e i lavoratori”. Lo affermano Simone Cecchettini, responsabile regionale Lega Pesca Marche, e Giuseppe Micucci, responsabile regionale Federcoopesca.

 

“Crediamo che non si possa pensare di togliere spazi di mare alle attività di pesca e, in particolare, a quella della piccola pesca, fortemente attiva in questo territorio, come il Consorzio di piccola pesca di San Benedetto del Tronto, l’unico presente nella zona – dicono Cecchettini e Micucci -, siamo convinti che il Parco marino si possa fare purché non si impedisca l’attività dei pescatori fino a renderla un’attività improduttiva. Per questo, riteniamo che le categorie di rappresentanza dei pescatori meritassero di essere parte di una concertazione rispetto all’istituzione stessa del Parco e alla redazione del regolamento da approvare per la gestione dell’area protetta. Un regolamento che, invece, sembra andare verso il restringimento delle aree di pesca per le vongolare di oltre il 20% senza prevedere serie indennità economiche che sopperiscano a ciò”.

 

Federcoopesca e Lega Pesca Marche sottolineano che “le unità navali dedite alla pesca delle vongole hanno una licenza rilasciata dal ministero che permette loro di pescare nell’ambito dei compartimenti marittimi di competenza. Non si può accettare che queste licenze non siano di per sé sufficienti ma vadano affiancate dall’autorizzazione dell’Ente parco come è anche inaccettabile che possano pescare nell’area del Parco solo le aziende di pesca che hanno sede nei Comuni che ricadono nell’area marina protetta. Ci appare incostituzionale questa norma e totalmente penalizzante per quelle imprese che già operano nella zona pur non avendo la loro sede nell’area del Parco”.

 

Le associazioni di cooperative di pescatori ricordano che “i pescatori lavorano con il mare e sono i primi a volere un mare pulito e tutelato ed ogni giorno operano per tali finalità. Non è necessario penalizzare la loro attività per costituire un Parco marino”.

 

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