Galigani fa le carte alla finale: "Ho indovinato il pronostico, ma non era così difficile"
Ancona, 29 maggio 2008 - Lui l'aveva detto, e con largo anticipo: Ancona e Taranto in finale. Vittorio Galigani, dg jonico ufficiale ed aspirante dg dorico a vita, sorride malizioso: ''Ho indovinato il pronostico, ma non era così difficile. Anzi, ho spesso sostenuto che l’Ancona fosse in grado anche di fregare la Salernitana''.
Ma allora contro di voi sarà una passeggiata. ''E no. Non sarebbe scandalo che la terza facesse fuori la seconda. Del resto in campionato abbiamo vinto una volta a testa. E’ la peggior finale per entrambe, perché Ancona e Taranto sono fortissime''.
Per quale risultato in casa firmeresti? ''Con un 2-0 mi sentirei quasi tranquillo''.
Poi magari il Taranto al Conero fa la fine del Perugia. ''Non credo che Cari, nel caso, imposti la partita come Cuccureddu''.
E Monaco allo 'Iacovone' come giocherà? ''Farà partita difensiva, forte del vantaggio. Ma non come al ‘Curi’, suppongo, dove non ha fatto proprio partita''.
L’Ancona torna allo 'Iacovone', dove ha perso, dopo quasi sei mesi. ''Molto è cambiato. Intanto quel giorno Dionigi risolve il match con un gran gol. L’Ancona è rimasta la stessa, dura, cinica e forte, con qualche timidezza esterna, come quel giorno a casa nostra. Ma il Taranto da allora ha preso una manciata di rinforzi che ha fatto la differenza nel ritorno. Pensate, 32 punti''.
Un mese fa al Conero l’Ancona si è presa la rivincita. ''E soprattutto un grosso vantaggio negli spareggi. Partita balorda per noi per come abbiamo preso due gol e per quello annullato ingiustamente a Prosperi''.
Che ambiente troverà l’Ancona? ''Qui sono tutti su di giri, ogni angolo della città è tappezzato di rossoblu. Purtroppo allo stadio non potranno andare più di 7mila tarantini e 600 anconetani perché gli anelli inferiori sono tutti inagibili''.
L’anno scorso vi andò male. ''Che dolore contro l’Avellino: 1-0 per noi (quinti) e 1-0 per loro (secondi) che andarono in finale e conquistarono la B''.
Punti forti e punti deboli dell’Ancona? ''Mastronunzio è travolgente. Non mi incanta invece la difesa, spesso compatta, altre volte disorientata''.
E del Taranto? ''La nostra forza è il gruppo, o meglio lo spogliatoio''.
E’ vero che le cose vanno meglio da quando se ne è andato il ds Evangelisti? ''Ho sentito anch’io dire così, ma non mi esprimo''.
Schiavoni e Blasi… ''Trovarli due imprenditori così. Gente solida e pulita. Blasi ha una grande passione, Sergio ha anche tutta la famiglia alle spalle a spingerlo''.
Schiavoni ha detto che è meglio battere un amico come te che un altro che non si conosce. ''Sempre simpatico''.
Tu e lui nel ’92, con l’Ancona in serie A, avete provato a farla grossa. ''Siamo amici da tanto. Sergio mi invitò a pranzo a ‘Sotajarchi’ perché Longarini gli aveva dato in visione i bilanci. Voleva comprare la società ma alla prima occhiata lo convinsi a lasciar perdere, c’era qualcosa che non andava. Poco chiare quelle carte. Longarini voleva mollare ma non conveniva. Era tutto pronto, peccato: io ds e Sonetti allenatore. L’ennesima occasione persa per me di passare all’Ancona, ma fu giusto così''.
Mario Cori
Mancano pochi giorni all'arrivo di Lorenzo Cherubini al PalaRossini. Il primo giugno il cantautore toscano porterà il suo nuovo tour 'Fango' nel capoluogo marchigiano, uno spettacolo che farà ballare e cantare i fan sulle note delle sue più celebri canzoni