Amleto Pasquini, anconetano, ex capo dipartimento Umbria è finito ai domiciliari nell’ambito di una maxi inchiesta a Perugia
Ancona, 13 giugno 2008 - Un pranzo per ottanta persone in un noto ristorante umbro, camere d’albergo già pagate, un’auto con tanto di autista a disposizione e casse di vino. Sarebbero stati questi i favori di cui avrebbe goduto Amleto Pasquini, 59 anni, ex capo dipartimento Anas dell’Umbria, nativo di Falconara, ma residente a Montemarciano, da ieri agli arresti domiciliari a Roma, dove attualmente è domiciliato. Favori che, secondo l’ipotesi accusatoria della procura di Perugia che ieri ha coordinato il maxi-blitz condotto dalla squadra mobile umbra a riguardo dell'inchiesta sugli appalti truccati in provincia di Perugia, sarebbero stati riservati a Pasquini da Carlo Carini, legale rappresentante della Tecnostrade e presidente dell’Ance, l’associazione provinciale dei costruttori.
Il più classico dei «do ut des», insomma, stavolta non si sarebbe concretizzato in danaro, ma in favori materiali, configurando così per Pasquini l’ipotesi accusatoria di corruzione. L’ex dirigente Anas dell’Umbria è anche accusato di truffa. Viene chiamato in causa in relazione ai lavori sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle per avere, con falsi attestati, giustificato l’aumento imprevisto ed imprevedibile dei costi di appalto a beneficio di due aziende costruttrici. In cambio, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto dal Carini pranzi e vini. Pasquini viene tirato in ballo anche in relazione ad altri lavori su strade umbre. Il procuratore capo di Perugia ha precisato che al di là delle 35 custodie cautelari, sono 51 i funzionari della Provincia di Perugia coinvolti a vario titolo nell'operazione.
I reati: associazione a delinquere finalizzata alla redistribuzione di appalti ad uno stretto cerchio di imprenditori, truffa e turbativa d'asta. L'indagine era stata avviata già da un anno. Nelle rete della Procura sono caduti esponenti di spicco delle istituzioni perugine. Su tutti i nomi di Carlo Carini, Vice Presidente Confindustria, di Amleto Pasquini, ex Capo Compartimento Anas, e il funzionario della regione Venera Giallongo. Questi gli imprenditori portati al carcere di Capanne: Carlo Carini, perugino, 54 anni, dal 10 luglio scorso vicepresidente della Confindustria di Perugia e dal 2003 presidente dell'Ance, il sindacato provinciale dei costruttori (nei giorni scorsi si era dimesso da entrambi gli incarichi) di Perugia; Massimo Lupini, della ditta Seas; Gino Mariotti, amministratore della Appalti Lazio; Dino Bico, amministratore della Ediltevere.
In carcere anche quattro funzionari della Provincia: Adriano Maraziti, di 56 anni, di Perugia (Direttore area viabilita'); Fabio Patumi, di 56 anni, residente a Pierantonio (Responsabile servizio affari generali); Maria Antonietta Barbieri, di 50 anni, residente a Perugia (Responsabile dell' ufficio contratti e appalti); Lucio Gervasi, di 57 anni, residente a Collazzone (Direttore area ambiente e territorio).
a.mas.
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