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SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

Lucciole ungheresi 'importate' in Italia
Sette connazionali in manette

Le indagini della squadra mobile di Ancona sono partite da una denuncia di una delle vittime, che ha permesso di delineare l'iter di immissione delle ragazze nel mercato del sesso. Sono stati sequestrati inoltre due appartamenti sul lungomare di Senigallia e a Falconara Marittima

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Controlli prostituzione Ancona, 8 agosto 2008 - Sette ungheresi sono stati arrestati dagli uomini dell'Interpol e della Squadra Mobile di Ancona per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di loro connazionali, tutte portate in Italia. Sono stati sequestrati inoltre due appartamenti sul Lungomare di Senigallia e a Falconara Marittima.
 

 

Nel maggio 2007 la Squadra Mobile di Ancona ha avviato una complessa indagine relativa ad un'organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione di ragazze dell'Est europeo, prevalentemente di cittadinanza ungherese.
 

 

Le indagini sono partite da una denuncia di una delle vittime, che ha permesso di delineare le modalità di gestione dell'iter di immissione nel mercato del sesso. Le ragazze, spesso già avviate alla prostituzione nel loro Paese d'origine, venivano trasferite in Italia, attraverso la frontiera di Tarvisio (Ud), a cui provvedevano direttamente i componenti dell'organizzazione criminale con le proprie autovetture. I soggetti coinvolti sono quasi tutti ungheresi e per la maggior parte residenti un Ungheria. Erano soliti arrivare prima in Italia al fine di trovare sistemazioni idonee alle ragazze avviate alla prostituzione. Gli appartenenti all'organizzazione venivano aiutati anche da una donna ungherese residente ad Ancona.

 

Superata questa prima fase, le ragazze erano spesso costrette a prostituirsi già nel loro Paese per le minacce e violenze alle quali erano sottoposte; poi venivano accompagnate in Italia, direttamente negli appartamenti, dove esercitavano la prostituzione, sotto il controllo e le indicazioni di ragazze più esperte le quali si occupavano, tra l'altro, della pubblicazione degli annunci sui giornali locali per reperire clienti. Le indagini hanno consentito di delineare la struttura ed il funzionamento del gruppo che, nell'arco di un anno, provvedeva all'introduzione nel solo mercato italiano del sesso a pagamento di circa 25 ragazze. A seconda delle esigenze venivano dislocate sul territorio tedesco, svizzero, austriaco ed italiano e, più precisamente, nel nostro Paese, a Senigallia (An), a Falconara Marittima (An), a Genova, a Bologna e Firenze.
 

 

Il denaro guadagnato dallo sfruttamento della prostituzione ammontava a svariate migliaia di euro ed il principale indagato, un ungherese, che era solito impartire precise istruzioni su come inviare il denaro. Le ragazze dovevano richiede all'uomo il consenso anche solo per uscire dalle abitazioni. L'uomo si preoccupava dei loro alloggi ed le istruiva su cosa avrebbero dovuto dire alle Forze dell'Ordine in caso di controlli. Ancora in queste ore in Italia ed in Ungheria si dà esecuzione ai provvedimenti della Magistratura anconetana.










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