La maratona solitaria di Alessio Guerri, 27 anni. Il 22 agosto il ragazzo partirà da Jesi alla volta di Roma. Come Forrest Gump: "Non sono diverso dagli altri. A chi ha il mio male dico che non deve arrendersi mai"
Jesi, 12 agosto 2008 - Seduto su una sedia Alessio Guerri (nella foto con Vittorio Basile, presidente Aism Ancona), jesino, racconta la sua sfida. Benchè malato vuole correre una maratona solitaria da Jesi a Roma. Trecento chilometri d’un fiato, a passo di corsa leggera, sono tanti anche per chi sta benone. Lui che è affetto da sclerosi multipla vuol dimostrare che non è diverso dagli altri. Ventisette anni, un lavoro di corriere espresso alla Bartolini (stesso impiego e stessa azienda del papà Massimo e del fratello Diego di 26 anni). La sclerosi multipla gli fu diagnosticata nel corso di un ricovero ospedaliero a seguito di un grave incidente stradale.
La malattia non lo ha scoraggiato né nei rapporti con il mondo né con le persone che ama (mamma Marina gestisce il Bar Gentile, il papà, il fratello e la sorella Maddalena). E per dimostrare a tutti che non è diverso dagli altri ha iniziato a correre. Prima dietro casa, poi per le vie della città fino a partecipare alla Maratona di New York. Corre, ininterrottamente, proprio come fece Forrest Gump dopo che l’unico amore della sua vita l’aveva lasciato. Anche Alessio, come Forrest, ha avuto una delusione amorosa e vuole correre via da questi giorni tristi e pensierosi. Vuole strabiliare chi lo conosce bene. Così s’è messo in testa questa sfida. La vuole vincere anche a nome e per conto dei tanti malati di sclerosi che ogni giorno combattono contro la malattia.
"Non voglio essere considerato un eroe, nè voglio essere preso da esempio. Voglio lanciare un messaggio di speranza a chi sta male. Dentro di noi c’è sempre una piccola luce, se uno ci crede può farla diventare un sole potente che dà la forza per affrontare ogni ostacolo".
Ma tu credi?
"La malattia mi ha fatto riscoprire la fede. E’ una prova del Signore ed è per questo che me ne sono fatto una ragione. Invece di disperarmi lotto per avere la meglio".
Come Forrest Gump?
"Sa che come lui sono stato mollato dalla ragazza?"
Fai questa impresa pure per lei?
"Diciamo che è un regalo anche per lei. Voglio lasciarla a bocca aperta".
Non è un azzardo?
"In tanti mi scoraggiano ma io partirò con un’ambulanza al seguito e poi mi alleno tutti i giorni".
Come fai con un lavoro che dura anche 10 ore al giorno?
"Nonostante tutto esco di casa e corro ogno giorno per un’oretta abbondante".
Raccontaci della Maratona di New York...
"Ci sono andato a spese mie. Nel 2006 su 37.850 atleti sono arrivato 4200°. Non male per uno come me. Quest’anno il 2 novembre torno negli Usa e ci riprovo. Ma ora devo pensare a questa sfida".
Quando parti e a che ora?
"Il 22 agosto alle 19. Di notte è più fresco".
Hai uno sponsor, amici che ti aiutano?
"Le spese le sostengo da solo ma ho il prezioso aiuto della Croce Azzurra di Jesi e di Antonio e Simone che gratuitamente sacrificheranno due giorni di lavoro. Poi posso contare su Paolo, Nazario e Francesco di Delta Sport". Un "in bocca al lupo" particolare glielo dà Vittorio Basile, presidente della sezione provinciale Aism di Ancona: "Alessio è la testimonianza di come la sclerosi multipla non va subito associata alla carrozzina. E’ un messaggio indirizzato ai neodiagnosticati, a quei tanti giovani che appresa la notizia della malattia si scoraggiano. Oggi con questa malattia si può convivere e bene".
Lucio Martino
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