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Nell’abisso 35 milioni marchigiani
Marcolini: "Quella cifra è blindata"

L'assessore al Bilancio della Regione Marche, si sforza di stare tranquillo ma l’apparenza può ingannare. Il crollo della banca d’affari ‘Lehman Brothers’ si porta dietro anche un pezzetto di Marche

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Lehman Brothers, le borse continuano a perdere Ancona, 17 settembre 2008 - Pietro Marcolini, assessore al Bilancio della Regione Marche, si sforza di stare tranquillo ma l’apparenza può ingannare. Il crollo della banca d’affari ‘Lehman Brothers’, fallita sotto il peso di un debito di 600 miliardi di dollari, si porta dietro anche un pezzetto di Marche. Perché la ‘Lehman’ ha in pancia 35 milioni di euro che appartengono ai marchigiani. Sono soldi che la banca americana ha incassato dal 2004 per aver venduto insieme ad altre banche i 350 milioni dei ‘Bramante bond’ emessi dalla Regione.

 

''Ma quei 35 milioni sono stati 'blindati' — dice l’assessore Marcolini — abbiamo sottoscritto una clausola che ci è costata poco meno di un milione di euro che ci garantiva anche dal fallimento della banca Lehman che, è bene ricordarlo, era considerata fantascienza solo quindici giorni fa. Noi nel 2004 abbiamo pagato questa clausola chiedendoci anzi se eravamo stati fin troppo puntigliosi. Invece la Lehman è crollata e oggi se non avessimo quella garanzia avremmo perso anche i 35 milioni di euro. Invece ci sono e nessun creditore della banca ce li può prendere''.

 

Allora perché non li ritirate? ''Il problema è che non sappiamo a chi dobbiamo rivolgerci. La banca è fallita, ora ci sono i tribunali americani che devono decidere oppure subentra un compratore della parte buona della banca e quindi cambierebbe il nostro interlocutore. Insomma, dobbiamo aspettare che la situazione si chiarisca un po’ di più ma è confortante sapere che le nostre prudenze si sono rivelate giuste''. Sempre che quei 35 milioni rimangano al solito posto, di fronte ad un terremoto che ha fatto crollare ben altre certezze mandando sulla strada 25mila dipendenti.

 

Si legge in una nota della regione Marche: ''Abbiamo costituito nell’ambito del 'Bramante Bond' alla Lehman una parte del fondo di accantonamento necessario secondo la normativa nazionale per rimborsare gli obbligazionisti alla scadenza del bond stesso. Consapevole della necessità di assicurare l’intangibilità del fondo, anche in presenza di un eventuale default della banca, l’Ente ha negoziato una garanzia che è tesa a consentire di riappropriarsi in ogni momento di quanto accantonato''.

 

E’ proprio su tale garanzia che la Corte dei Conti ha espresso una valutazione estremamente positiva dichiarando: “…l’operazione di sostituzione di mutui con un prestito obbligazionario (che ha consentito di chiudere anche una operazione di swap e di ottenere un rendimento che allevia l’onere finanziario regionale), ha assunto caratteristiche che hanno anticipato e 'ispirato' il processo di regolazione delle modalità di accesso ai mercati finanziari predisposto dal Ministero dell’economia e delle finanze. Si tratta di un’operazione di cui sono apprezzabili gli effetti riduttivi sul costo del debito e le caratteristiche di prudenza e certezza proprie di gestioni finanziarie pubbliche che operano sul mercato. La Regione sta seguendo giorno per giorno l’evolversi della situazione pronta ad utilizzare tale garanzia in caso di evidente necessità’’. Già, ma il guaio è che non c’è più nessuno che risponde.

ro.da










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