Incarichi nel mirino: rischia il processo il direttore generale Antonio Aprile. Ma lui replica: "Gli incarichi a Foschi, Clini e Grechi era necessari e sono costati poco". Risultano indagati anche due manager
Ancona, 27 settembre 2008 - L’inchiesta della Procura di Ancona per accertare eventuali sprechi da parte di enti pubblici e partecipate nell’affidamento di incarichi esterni, ora produce i primi effetti. Il procuratore capo Vincenzo Luzi ha infatti notificato nelle ultime ore tre avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di Antonio Aprile, da febbraio del 2007 direttore dell’Inrca, Irene Leonelli, responsabile dell’ufficio legale dello stesso istituto e Carlo Cesti, ex direttore amministrativo dell’Inrca ora in pensione.
Sono tutti accusati di concorso in abuso d’ufficio. Il nodo del contendere è racchiuso in tre incarichi annuali da 80 mila euro ciascuno: all’ingegner Federico Foschi per "supporto all’attività di verifica fattibilità, programmazione, progettazione delle ristrutturazioni e nuove realizzazioni"; al dottor Giancarlo Clini per "supporto all’attività di implementazione controllo atti all’interno dell’istituto"; alla dottoressa Maria Francesca Grechi per attività di supporto fino al 9 luglio "all’attività di ricerca Fumd Raising e project management".
Secondo la Procura, che nelle indagini si è avvalsa dell’opera della Guardia di Finanza e dei carabinieri, i tre indagati avrebbero affidato questi incarichi, attraverso contratti di collaborazione coordinata e continuativa, senza fissare un bando di gara o una procedura concorsuale. La notizia è stata colta con grande stupore dai tre indagati.
Il dottor Aprile si è detto "indignato e sconcertato. Siamo stati indagati — ha commentato il direttore dell’Inrca — nell’ambito di una vicenda che da parte nostra si è sviluppata in totale trasparenza e per giunta in economia. Faccio presente che gli 80 mila euro lordi che l’Inrca ha corrisposto ai professionisti sono una cifra inferiore a quella che avremmo sborsato se avessimo assunto queste persone". Aprile non si ferma qui: "Altro che essere indagato, mi dovrebbero fare un applauso — afferma il direttore —. Questo è il ringraziamento per l’attivirà di risanamento e di buona gestione del’Inrca che stiamo portando avanti".
I tre professionisti ora rischiano di finire sotto processo. Ma sono sbalorditi di fronte alle accuse. Anche perchè, sostengono, negli atti c’è una relazione della Guardia di Finanza che arriva alla conclusione che la procedura seguita per l’assegnazione degli incarichi è stata assolutamente regolare e trasparente. Ma allora, in cosa si sostanzia l’accusa? Nell’interpretazione del decreto Bersani che impone il rispetto di regole ferre in materia di consulenze e collaborazioni esterne in carico a enti locali, inserendo anche il principio della procedura comparativa. Gli enti, in sostanza, prima di affidare incarichi esterni, devono vedere se all’interno ci sono professionalità in grado di poter svolgere determinate mansioni. Cosa che ha fatto anche il dottor Aprile, senza però trovarle.
Il manager si è insediato all’Inrca a febbraio del 2007. Tempo due mesi per rendersi conto della situazione e il direttore ha individuato delle aree di carenza. In attesa dell’approvazione di un regolamento definitivo, l’Inrca ha quindi incaricato tre professionisti per ricoprire dei ruoli fondamentali per l’azienda. "Non c’era affatto bisogno di un bando di gara — afferma Aprile —. L’accusa è sconcertante. Continuerò a proteggere l’Inrca e a governarla nel modo più efficace". La Procura aveva puntato gli occhi oltre che sull’Inrca anche su incarichi affidati dall’agenzia regionale sanitaria e dalla Svim, la società sviluppo della Regione Marche.
Andrea Massaro
Gli auguri sono arrivati in grande stile per Francesca, neomaggiorenne che, affacciandosi alla finestra appena alzata, si è trovata di fronte un megastriscione