Il tribunale ha ammesso oggi come parte civile il Comune di Ancona, nel processo per concussione, turbativa d'asta, concorso in corruzione e bancarotta fraudolenta a carico dell'ex assessore comunale Antonio Recchi
Ancona, 1 ottobre 2008 - Il tribunale ha ammesso oggi come parte civile il Comune di Ancona, nel processo per concussione, turbativa d'asta, concorso in corruzione e bancarotta fraudolenta a carico dell'ex assessore comunale Antonio Recchi. Il Comune, tramite l'avvocato Paolo Pauri, pretende un risarcimento danni di 500 mila euro dall'ex amministratore.
La difesa ha sostenuto la competenza della Corte dei Conti per il danno erariale, ma i giudici l'hanno respinta. Per il pm Paolo Gubinelli, Recchi, che fino al 2004 era anche direttore sportivo della Nuova Jesi Calcio, avrebbe sfruttato il suo ruolo istituzionale per ottenere sponsorizzazioni a favore del club, in cambio di favori in gare d'appalto tra il 2002 e il 2003.
Altra accusa riguarda la presunta distrazione di circa 250mila euro dalle casse della Nuova Jesi, poi fallita.
Imputati sono anche Giulio e Giorgio Guidi, della ditta Sida. Secondo l'accusa, Recchi, come dirigente del Comune di Loreto, avrebbe affidato loro con trattativa privata l'incarico di fare selezione in un bando per tre posti di vigile urbano, in cambio di future collaborazioni con l'impresa. Recchi e gli altri imputatati si sono detti sempre estranei alle accuse. Il processo è stato rinviato al 19 novembre.
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