I sequestri erano stati disposti il 20 giugno scorso. Ai titolari dei quattro stabilimenti si contestavano i reati di abuso edilizio, violazione del vincolo paesaggistico e occupazione abusiva del demanio
Ancona, 14 novembre 2008 - Quest'estate era stato disposto dalla procura il sequestro di quattro stabilimenti balneari della spiaggia dei Sassi Neri di Sirolo. Ora il Comune ha emanato alcune ordinanze, firmate dal responsabile dell’ufficio urbanistica, di demolizione delle strutture fisse lungo l’arenile.
Contro il provvedimento, due esercenti, assistiti dagli avvocati Gianni Marasca e Claudia Cardenà, hanno fatto ricorso al Tar delle Marche chiedendo la revoca dell’atto, previa sospensiva. L’ordinanza, che fissa un termine di 90 giorni per la demolizione, non è stata impugnata davanti al Tribunale amministrativo dagli altri due imprenditori, assistiti dall’ avvocato Rosella Pepa. Nella permanenza del sequestro penale, ritengono infatti non eseguibile il provvedimento dell’amministrazione.
I sigilli erano stati apposti il 20 giugno scorso dal pm Paolo Gubinelli, che contesta ai titolari degli stabilimenti i reati di abuso edilizio, violazione del vincolo paesaggistico, occupazione abusiva di aree del demanio marittimo e deturpamento di bellezze naturali. Il gip Alberto Pallucchini aveva confermato la misura, liberando pero’ le attrezzature funzionali agli stabilimenti e gli stradelli di accesso al mare.
Poi gli imprenditori avevano fatto ricorso al Riesame contro il sequestro, sostenendo la regolarità delle opere, anche sotto il profilo autorizzativo. I giudici però avevano confermato il vincolo, rilevando come i manufatti fossero stati realizzati in zona ‘’sottoposta a vincolo ambientale, in assenza di qualsivoglia autorizzazione urbanistica o paesaggistica’’.
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