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A.A.A. cercansi disperatamente talenti

Nella ipotetica squadra affidata a Mancini solo quattro calciatori di serie B
 

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Roberto Mancini Ancona, 2 gennaio 2009 - Niente di nuovo all’orizzonte, purtroppo. Rispetto a due anni fa la "nazionale anconetana", cioè quella idealmente formata da giocatori dalla A alla C2 (ora II Divisione) nati nella nostra provincia, è desolatamente ancora senza facce nuove, almeno di un certo spessore.

 

Infatti nell’ipotetica formazione tipo che ovviamente sarebbe da riaffidare a Roberto Mancini (sempre che il disoccupato di superlusso si conceda al gioco) c’è solo la coppia centrale nuova di zecca. Due anni fa era formata da un baby dorico (Ciccarelli) e da un onesto giocatore di C come Baldini (allora al Giulianova). Ora è composta da Arcolai, colonna della Sangiustese e da un giovane come Petrella che a San Benedetto non è stato mai utilizzato e che vuole cambiare aria. Per il resto stessa formazione tipo.

 

La rosa. Non è Fantacalcio e nemmeno un giochetto passatempo. Purtroppo è il quadro amaro di quanto poco ormai da decenni continui ad offrire calcisticamente la nostra provincia. Di grandi giocatori come lo stesso Mancini, Marchegiani, Zaccarelli, Matteucci, Lorenzini, Castagnino, Bertarelli e tanti altri che in passato hanno cantato la gloria pallonara dell’"Anconetano" non se ne parla più. Adesso può contare appena su quattro giocatori di serie B (De Falco, Possanzini, Paponi e Staffolani che quest’anno non ha mai giocato). Tutti gli altri giocano e non giocano in Prima e Seconda Divisione.

 

La squadra. Avete sbirciato la formazione? In difesa, se non ci fosse l’esperienza dell’ex under 21 azzurro Pesaresi, sarebbe una tragedia. Spitoni (dal Bellaria all’Andria) in porta. In linea con Pesaresi, da destra, Santoni-Arcolai-Petrella. Andiamo invece decisamente a centrocampo, che peraltro rispetto al nostro ultimo sondaggio di due anni fa è perfettamente uguale. Piazziamo Kalambay davanti alla difesa e poi De Falco ad inventarsi mezzo regista con Carotti e Gambadori ai fianchi.

 

Reparto comunque dignitoso. Anche perché tutti quattro hanno esperienza in cadetteria. In attacco fanno coppia un baby ancora tutto da scoprire come Paponi (ogni tanto gioca e segna ma poi scompare dalla scena) e l’esperto Possanzini, che ha fatto gol a tutte le latitudini e sicuramente è l’uomo più forte di questa squadra e al quale vanno di diritto i gradi di capitano per la sua personalità.

 

L’obiettivo. Dove e come potrebbe cavarsela una squadra così? Se regge la difesa, magari anche grazie alla protezione di un centrocampo abbastanza dotato in interdizione, potrebbe anche lottare per la salvezza in B, confidando nell’estro di Possanzini e Paponi. Ma è già un grosso obiettivo, forse oltre portata.

 

La crisi. L’invasione degli stranieri che costano meno degli indigeni di casa nostra, i vivai fiorenti solo a parole, la scarsa organizzazione di squadre che non vogliono spendere un euro di troppo non sapendo se frutterà. Ecco perché in una terra calcisticamente arida come la provincia anconetana se deve sbocciare un fiore fa molto prima ad appassire. Purtroppo. 

Mario Cori










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