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IL BLOG DELLA DISCORDIA

Ironizza su errori dei colleghi magistrati
Il caso Dragotto sul tavolo di Alfano

Saranno il ministro della Giustizia e il procuratore generale della Cassazione a pronunciarsi sul blog informatico del procuratore generale di Ancona Gaetano Dragotto, con macroscopici errori di diritto commessi in alcune sentenze

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Toghe Ancona, 18 febbraio 2009 - Aveva ironizzato su macroscopici errori di diritto commessi da giudici del suo distretto in alcune sentenze penali. Ora il caso del blog informatico del procuratore generale di Ancona Gaetano Dragotto finisce all’attenzione del ministro della Giustizia e del procuratore generale della Cassazione, cioè dei due titolari dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati.


Il plenum del Csm ha sì archiviato la vicenda, ‘’non essendovi provvedimenti di propria competenza da adottare’’, ma nello stesso tempo ha disposto la trasmissione degli atti ad Alfano e al pg della Suprema Corte, Vitaliano Esposito. E a Dragotto non ha risparmiato critiche, parlando di una sua ‘’caduta di stile’’.


Ad aprire il fascicolo era stata la Prima Commissione di Palazzo dei marescialli che, acquisiti gli articoli pubblicati dal Pg, aveva anche convocato lo stesso Dragotto per aver spiegazioni e altri magistrati del distretto di Ancona. Davanti ai consiglieri Dragotto aveva fatto presente che lo scopo dell’iniziativa non era quello di ‘’dileggiare pubblicamente nessuno’’, ma di suscitare un dibattito all’interno della magistratura delle Marche, ‘’sui tanti casi di esercizio dell’attività giudiziaria in maniera ritenuta sciatta e gravemente errata’’. Scopo riuscito visto che l’Anm locale aveva indetto un’assemblea proprio sul blog, dopo la quale il Pg aveva smesso di scrivere articoli. In ogni caso, aveva chiarito, sul blog il suo nome non era mai comparso, né quello degli autori delle sentenze commentate e tanto meno vi era stato alcun riferimento ai loro uffici giudiziari.


Dragotto aveva anche riferito che l’iniziativa non aveva suscitato malumori nell’ambiente giudiziario, ma su questo era stato smentito dai colleghi ascoltati dal Csm, che però avevano anche ammesso che una volta che il Pg aveva smesso di scrivere, la vicenda non aveva più suscitato riflessi significativi sulla realtà anconetana.
 

 

’’Al di là della opinabilità dell’iniziativa intrapresa dal dottor Dragotto, in ordine alla quale non può negarsi la caduta di stile nella scelta di alcuni titoli degli articoli pubblicati ed in generale nell’utilizzo di un tono di scherno in ordine alla professionalità dei colleghi - scrive il Csm- si può ritenere che la situazione di contrasti e di proteste inizialmente determinata dai fatti descritti, appare oggi superata’’. Una conclusione che trova ‘’conferma oggettiva’’ in un parere del Consiglio giudiziario di Ancona successivo alla vicenda, contenente ‘’un giudizio senza dubbio molto positivo sulle qualità professionali ed umane del dottor Dragotto’’. Di qui la decisione di archiviare.










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