Dopo la decisione del Csm di bocciare il capo dell'Ufficio generale del capoluogo, il pg annuncia la sua uscita di scena: "Se il capo di un ufficio non può criticare sentenze sbagliate, allora non voglio fare il capo dell’ufficio"
Ancona, 2 luglio 2009 - Non è tardata ad arrivare la risposta di Gaetano Dragotto dopo la decisione del Csm di bocciare la sua conferma alla guida della Procura generale di Ancona. Il magistrato ha infatti annunciato le porprie dimissioni. Con in mano il parere "altamente positivo e unanime per la conferma" da parte del consiglio giudiziario delle Marche, il magistrato ha contestato la decisione, ma ha riferito che non farà ricorso al Tar perché non vuole rimanere dopo la "delegittimazione" ricevuta da molti togati del Csm.
Anche se non conosce ufficialmente la motivazione, Dragotto ha avuto notizia "in via privata" che "un peso determinante" l’ha avuto il blog nel quale aveva criticato alcune sentenze "sbagliate", facendo commenti ironici. "La decisione non ha tenuto conto del parere del consiglio giudiziario - ha spiegato - L’incarico di pg richiede il massimo della legittimazione e invece c’è stata la mia delegittimazione da parte di molti togati del Csm. Un ricorso? No, sarei un’anatra zoppa...". "Se il capo di un ufficio - ha detto - non può criticare sentenze sbagliate, allora non voglio fare il capo dell’ufficio".
Si apre ora la telenovela per scoprire le motivazioni che hanno portato il Csm a non confermare Dragotto, il quale ha precisato che la decisione del Csm è stata presa per una "questione interna" alla magistratura e che "al 100% non ha influito l’inchiesta sull’area portuale ex Ccs", avocata cinque mesi fa dalla procura generale che, giorni fa, ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone tra cui, per concussione, gli ex sindaci di Ancona Fabio Sturani (Pd) e Renato Galeazzi, candidatosi senza successo alle comunali con una lista civica.
Altro dato da considerare è il fatto che il magistrato aveva fatto domanda per diventare avvocato generale della Repubblica a Roma o presidente di sezione del tribunale a Grosseto, ma ora, dopo l'atto del Csm, non potrà concorrere per cinque anni a uffici direttivi o semi direttivi.
Questo è il titolo della mostra fotografica di Roberto Recanatesi che sarà ospitata presso la Sala Espositiva Ex Anagrafe di Corso Boccalini e organizzata con il patrocinio del Comune e dell'Assessorato alla Cultura. L'esposizione sarà inaugurata domenica 14 alle ore 18 e rimarrà aperta fino al 28 con il seguente orario: 18-20, sabato e domenica 9,30-12,30, 16-20