Ancona, 19 luglio 2017- «Il Comune ha fatto tutto il possibile per mettersi a disposizione dell’Ancona, a difesa del calcio professionistico, contro gli avventurieri di ieri e di oggi. La colpa dell’ennesimo fallimento, il terzo in quindici anni, non è nostra. Sosteniamolancona farebbe meglio a stare in silenzio, sarebbe il minimo, invece di sviare le attenzioni e di tentare di metterci in mezzo. Sono loro i responsabili dell’ennesimo capolavoro societario». Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, a margine della seduta della Commissione Sport del Comune, dice la sua e rigetta qualsiasi responsabilità sulla fine ingloriosa dell’Ancona.

Il rimpallo delle accuse è nel gioco delle parti, in situazioni del genere la caccia ai responsabili è il solito corredo, di cui si farebbe volentieri a meno: «L’epilogo di questa storia provoca dispiacere, dolore e rammarico, ma non parlerei di estrema unzione – precisa la Mancinelli – In questi anni, soprattutto nell’ultima e travagliata stagione, noi abbiamo dato la nostra disponibilità per ragionare attorno allo sviluppo del calcio, ma anche dell’area attorno allo stadio ‘del Conero’ per creare la cittadella sportiva, in modo da creare anche reddito. Se ci sono imprenditori seri noi restiamo sempre a disposizione. Sul discorso del marchio della società garantiamo noi, anche qui a difesa dei soliti avventurieri che tenteranno di accaparrarselo. Se l’Ancona si è ridotta così non è per colpa dei marziani o degli stranieri, ma per chi l’ha gestita negli ultimi quindici anni. Ripeto, noi siamo disposti a fare da custodi per conto dei tifosi per il marchio, lo aspettiamo da tre mesi, in attesa che loro costituiscano l’associazione per fare da garante. Lo consegneremo solo quando ci sarà un imprenditore o imprenditori seri, faremo ciò che ci hanno chiesto i tifosi. Sindaco e giunta dovevano fare da avallo per salvare il calcio ad Ancona? È una boiata, l’ennesima detta da chi ha prodotto lo sfracello vero e proprio. Basta informarsi alla Figc, il nostro intervento non sarebbe servito a nulla. Gli imprenditori li abbiamo sollecitati più volte, loro sanno cosa fare, se non lo hanno fatto avranno le loro buone ragioni. Giampaoli, Rossi e altri, sentite loro. Devo fare altre telefonate, altri appelli? Va bene, ma tanto non servirà a nulla, solo ad illudere e io non voglio prendere in giro nessuno».

Ancona resterà senza calcio, ma anche senza sport professionistici: «Non è colpa del Comune – conclude il sindaco – ci sono decine di migliaia di praticanti di sport dilettantistici e decine di società. Gli impianti? Siamo ben dotati e i problemi strutturali non esistono. Il problema è il professionismo, in generale, cioè lo sport d’impresa. Il ‘del Conero’ c’è ed è in grado di ospitare partite anche di serie B. Sul ‘Dorico’ siamo ancora in attesa di dichiarazioni di interesse, come fanno le altre società con gli altri impianti».