Ancona, 26 giugno 2017 - Il tempo passa e ce n’è sempre meno. Il tempo passa e non va sprecato. Due settimane di tempo o poco più per trovare soldi, un nuovo finanziatore, salvare l’Ancona e iscriverla al prossimo campionato di serie D. La dead line si avvicina. Entro il 12 luglio, ore 18, va presentata domanda telematica alla Lega Nazionale Dilettanti, corredata dalla documentazione che attesta l’avvenuto pagamento degli stipendi e del Fondo di Garanzia entro maggio e dei contributi entro aprile dei calciatori della scorsa stagione.

La società biancorossa dovrà avere in mano infatti le liberatorie dei tesserati. Oppure depositare una fideiussione di importo pari all’ammontare del debito sportivo. Quanto? Più facile indovinare che tempo farà domani. Secondo proiezioni di bilancio il totale toccherebbe quota 800 mila, secondo David Miani invece si è arrivati a 200 mila, partendo però da 400; in mezzo la versione del consulente esterno Di Nicola: 300 mila. A fronte dell’esposizione ci sono solo circa 180 mila euro di contributi federali che l’Ancona potrà incassare solo dopo aver sistemato l’operazione iscrizione.

Che cosa fare allora? Due settimane e poco più che potrebbero diventare un mese se, scenario plausibile, Miani dovesse inviare una domanda d’iscrizione incompleta (che però esporrebbe il club a potenziali ammende e ulteriori penalizzazioni nella prossima classifica, già sotto zero col -2, ndr): tra bocciature, ricorsi e sentenze definitive si arriverebbe al 28 luglio, ultimo giorno da dentro o fuori. Che succede? Tre manifestazioni d’interesse sono arrivate a Miani, almeno così ha lui rivelato. Ci sarebbero stati anche incontri che per il momento non avrebbero fruttato nulla di concreto, se non strette di mano e intenzione di rivedersi a breve.

Nel frattempo il 40% di Ugo Mastropietro sarebbe finito proprio in mano all’AD (sarebbe doveroso un comunicato per aggiornare i tifosi in questo senso, ndr). Un’operazione che avrebbe il fine di rafforzarne il ruolo di unico interlocutore con cui trattare. Miani dunque, ancora lui, nonostante tutto, a bordo della nave dorica che deve evitare un naufragio che avrebbe conseguenze drammatiche. Da presidente di Sosteniamolancona sette anni fa a presidente dell’Ancona dal dicembre 2015. Poi è diventato amministratore delegato (con deferimenti vari), quindi socio dell’Ancona. Poi c’è l’imprenditoria locale che ancora non ha battuto un colpo per organizzare un’alternativa concreta per salvare l’Ancona. Schiavoni e Balducci della Soleko, più Gnocchini: chissà se faranno una mossa. Intanto il tempo passa e ce n’è sempre meno.