Ancona, 17 marzo 2017 - Un mese sulla panchina dell’Ancona: due pareggi contro il Santarcangelo in campionato e col Matera nel ritorno della semifinale di Coppa Italia Lega Pro, e quattro sconfitte contro Albinoleffe, Fano, Gubbio e nell’andata col Matera. Si chiude con questo bilancio, misero, l’avventura di Giovanni Pagliari all’Ancona.

La notizia però assume i connotati del clamoroso per il modo in cui è arrivato il the end. «A pochi minuti dall’allenamento odierno, allo stadio Del Conero di Ancona, dopo un colloquio con la squadra, il tecnico Giovanni Pagliari ha rassegnato le proprie dimissioni e le ha comunicate alla società – si legge nella nota ufficiale del club biancorosso -. All’origine della decisione ci sarebbe la constatazione, da parte dell’allenatore, del fatto che la squadra non abbia più la capacità di concentrarsi solo sull’obiettivo salvezza, come invece da lui ripetutamente richiesto, fin dal suo avvento sulla panchina biancorossa». E in effetti l’attesa scossa del cambio di guida tecnica non è arrivata.

Il feeling con lo spogliatoio? Probabilmente mai sbocciato davvero. Poi tutte le vicissitudini extra campo che hanno minato la sua esperienza sotto il Guasco. I giocatori ‘distratti’ dalla situazione economica e dai ritardi nel pagamento degli stipendi, l’aggressione dei tifosi giovedì scorso, quel costante clima teso e nervoso che si respira ormai da inizio stagione da queste parti. Pagliari ne ha parlato ieri alla squadra, poi la seduta è stata diretta dal suo vice Migliorelli.

Quindi il trasferimento all’Ancona Point, dove la società ha provato a respingere la decisione, ma «posto che le dimissioni di Pagliari sono state formalizzate alla società in maniera irrevocabile, il club sta valutando ora le iniziative da intraprendere per riportare l’obiettivo stagionale verso la conquista della salvezza». A questo punto è facile pensare a un ritorno di Fabio Brini. Il Baffo è ancora sotto contratto, dopo essere stato esonerato lo scorso 14 febbraio. Brini allora era reduce da una vittoria e sei sconfitte nelle ultime sette giornate. Troppe anche per un ‘totem’ come lui che ha pagate anche una stragrande parte di colpe non sue. Per ultima la gestione del mercato di gennaio che gli ha di fatto smembrato l’unione di un gruppo e tolto dalla disponibilità giocatori a lui congeniali come Moi o De Silvestro. Il tutto quando dopo domani al Del Conero arriva il Pordenone e l’Ancona, ultima in classifica, deve fare punti per sperare ancora di salvarsi.