"Aiutiamo i clandestini,
non cacciamoli"
"Quelli libici fuggono da un dittatore e noi non possiamo essere come lui"
Ancona, 12 maggio 2011 - E CONTINUANO ad arrivare numerosi i profughi libici. Ormai sono più di tremila gli stranieri arrivati in Italia e aumentano in continuazione arrivando su grandi barconi a Lampedusa in cerca di un appoggio, di un aiuto e comunque intenzionati a scappare dalla guerra che ha travolto i loro paesi.
Dopo lunghi viaggi estenuanti e scomodi continuano a sbarcare per una sola ragione: vogliono continuare a vivere e l’unica speranza in tal senso e sottrarsi alla volontà di Gheddafi, che ha assunto la massima autorità senza un incarico ufficiale e che governa la Libia dal 1969 dando vita ad un vero e proprio regime. La popolazione, contraria ad esso, ha realizzato una sommossa popolare, seguendo l’esempio di Tunisi contro il regime di Mubarak.
Essa era guidata da un vivo desiderio di rinnovamento politico contro Gheddaffi, ma questa iniziativa popolare presto si è gonfiata dando origine ad una vera e propria guerra civile che presenta da una parte tutta la popolazione libica, dall’altra le forze lealiste di Gheddaffi.
LA SITUAZIONE è diventata rapidamente incontrollabile e l’Onu ha previsto un intervento militare da parte di Italia, Francia, Inghilterra, Canada e alcuni paesi arabi. Tutto ciò però sembra non bastare perché Gheddafi non si arrende, anzi, continua più agguerrito che mai in una battaglia che sta diventando più grande di lui contro ideali sbagliati e non approvati dalla "sua" popolazione e dal mondo intero. Lo sostiene un gruppo spietato di lealisti che per suo ordine vanno uccidendo chiunque incontrino, senza distinzione tra bambini e adulti.
LORO hanno la forza di non capire che quello che fanno è sbagliato, hanno il coraggio di consegnare alla morte milioni di persone innocenti che per questo sono costrette a reagire, ovvero a scappare via per la salvezza. Si, la loro è una fuga per la speranza di vivere in un posto migliore, ma soprattutto di vivere!
E allora non pensiamo che questi clandestini siano estranei a noi, solo un fastidio. No, loro non vanno rifiutati, bensì vanno aiutati! Hanno bisogno di una casa di un lavoro, di una comunità che li sostenga, di cibo e di acqua, di un amico e di un sorriso. E allora non cacciamoli, perchè così assomiglieremmo sempre più a Gheddaffi, anzi tendiamogli una mano e se avranno bisogno di tutto il braccio diamoglielo, perchè tutto quello di cui hanno bisogno adesso è amore!
Francesca Bruniera, II D della scuola media Pascoli di Ancona










