Uccide a colpi di pistola
la madre e la sorella della ex
e fugge, poi si costituisce
Le vittime hanno 30 e 54 anni, ferita l'altra figlia di 28. E' accaduto poco dopo le 15 in un'abitazione di Loreto (Ancona) in frazione Grotte. L'omicida è l'ex fidanzato 51enne della donna ferita, mosso dalla gelosia

Loreto (Ancona), 28 luglio 2010 - Un rapporto finito, un amore svanito, due donne uccise a bruciapelo e una ferita gravemente in un caldo pomeriggio di fine luglio, in una zona residenziale fatta di casette colorate e giardini ben curati con vista sul Conero.
Una tragedia che buca il cuore quella che si è vissuta ieri alle 14,50 nella frazione Grotte di Loreto, nell’Anconetano. Claudio Alberto Sopranzi, 51 anni, nato in Argentina e vissuto a lungo in Sicilia (a Catania e Carlentini) ha prima sparato tre colpi con una semiautomatica calibro 22, regolarmente detenuta, contro la sua ex fidanzata, Vincenza Benilda Mannino, 28 anni compiuti appena due giorni fa, ferendola gravemente. La donna, miracolosamente salva, non è in pericolo di vita. In un raptus senza controllo, Sopranzi ha scaricato almeno dieci colpi d’arma da fuoco, freddando in casa la mamma della sua ex compagna, Rita Pulvirenti, 54 anni, e l’altra figlia della donna, Silvana Mannino, 30 anni.
Completamente fuori di sé, l’uomo - guardiano di un campeggio a Numana, incensurato e residente a Sirolo - è uscito dall’abitazione a due piani di via De Gasperi 26, ha inforcato una mountain bike gialla e nera ed è scappato verso Porto Recanati. A circa 400 metri dal luogo del delitto, ha abbandonato la bicicletta. Poi ha preso un’auto e ha vagato più di tre ore nella zona a cavallo tra Porto Recanati e la Riviera del Conero, mentre carabinieri e polizia avevano già organizzato una colossale caccia all’uomo.
Non sapeva che fare. Si è disfatto del cellulare, evidentemente consapevole che attraverso quello le forze dell’ordine lo avrebbero potuto intercettare e con un’altra scheda ha chiamato, in preda alla confusione più totale, alcune persone a lui vicine. Amici, conoscenti che i carabinieri avevano già contattato, nella speranza di convincere il Sopranzi a non fare altre pazzie e costituirsi. Cosa che il guardiano ha fatto, alla stazione dei carabinieri di Numana, poco dopo le 18.
Fino a ieri sera tardi l’omicida è stato interrogato ad Ancona dal sostituto procuratore Valeria Sottosanti e dai carabinieri del reparto operativo di Ancona e della compagnia di Osimo che hanno condotto le indagini con la collaborazione della squadra mobile del capoluogo dorico. Sopranzi ha ammesso tutto e ora è accusato di omicidio plurimo premeditato. Il movente della tragedia è passionale. Sopranzi non sopportava la fine della relazione con Vincenza Mannino. La sera precedente, stando a quanto raccontano i vicini, tra i due c’era stato un litigio davanti all’abitazione.
A quanto pare l’ultimo di una lunga serie. Erano mesi che i due non si frequentavano più. Ad aver troncato la relazione sarebbe stata la donna, molto più giovane di lui. Sopranzi non sopportava la fine di quell’amore, tanto che spesso era stato visto dalle parti di via De Gasperi, dove la donna abitava insieme a i suoi familiari. Già in passato erano dovuti intervenire i carabinieri. Vincenza aveva paura dei modi aggressivi del suo ex, temeva che potesse accaderle qualcosa e l’aveva anche confidato ai familiari e alle persone vicine. Mai, però, avrebbe potuto pensare a un epilogo così tragico.
L’ultimo litigio, forse quello che ha fatto scatenare la follia di Sopranzi, portandolo a premeditare di uccidere la donna, si era consumato martedì sera. I vicini avevano sentito i toni decisamente alti della conversazione. Ma poi era finita lì. Ieri pomeriggio Sopranzi si è ripresentato, intenzionato a farsi giustizia da solo. Non c’è stata neanche discussione. L’uomo ha sparato all’impazzata, scaricando la sua rabbia omicida contro la ex e le due familiari che tentavano di proteggerla. In giardino c’era anche una bambina che, sentendo gli spari, si era nascosta terrorizzata dietro una siepe. Poi la piccola è stata vista scappare: "Aiuto, aiuto, stanno sparando". La follia di Sopranzi aveva purtroppo già fatto il suo corso.
Andrea Massaro










