Lettera aperta: "E' l'unica struttura delle Marche ad avere il più alto riconoscimento dallo Stato per la produzione teatrale di prosa". Commenta
Ancona, 20 dicembre 2011 - I lavoratori del Teatro Stabile delle Marche esprimono preoccupazione per le difficoltà che sta attraversando l’ente: “Noi - scrivono in una lettera aperta - non vogliamo assuefarci alla generale situazione di crisi e, al contrario, tentiamo ogni giorno con impegno di migliorare e risolvere i problemi di una struttura importante e preziosa; problemi che non abbiamo determinato, ma che ci troviamo a pagare, anche direttamente. Il nostro è un appello: salviamo il Teatro Stabile delle Marche’’.
I lavoratori sottolineano “l’importanza dell’esistenza di un Teatro Stabile pubblico nella città e nella regione” e aggiungono: “Oggi, in una situazione caratterizzata dalla contrazione degli interventi di finanziamento pubblico, perdere la stabilità significherebbe per Ancona, oltre che per l’intero territorio regionale (che vanta un record nazionale di teatri aperti e funzionanti), perdere un’occasione unica e probabilmente irripetibile. Vogliamo ricordare che lo Stabile è non solo un’azienda, ma un’istituzione, l’unica nelle Marche ad avere il più alto riconoscimento dallo Stato per la produzione teatrale di prosa’’.
“Ci auguriamo - concludono i lavoratori - che gli enti e le istituzioni che governano lo Stabile possano trovarsi in pieno accordo per una reale riorganizzazione del sistema produttivo teatrale regionale e della città di Ancona”, attraverso cui lo Stabile “possa recuperare la sua reale dimensione aziendale e il suo ruolo istituzionale’’.