La provincia che nel 2011 ha fatto registrare il maggior tasso di crescita del numero delle imprese è stata quella di Ascoli Piceno. Ad Ancona +0,43
Ancona, 30 gennaio 2012 - Sono 11.279 i marchigiani che, sfidando la crisi, nel 2011 hanno avviato un'attività imprenditoriale e aperto una partita Iva. In aumento però (11.079 persone) il numero di chi invece ha gettato la spugna e ha chiuso bottega: il saldo comunque, in un anno estremamente difficile come quello passato, resta positivo e registra un incremento di 100 imprese registrate alle Camere di commercio.
A crescere, quasi esclusivamente, le società di capitale (+946), "segno - commenta il presidente Unioncamere Marche Alberto Drudi - di un'economia più solida, con aziende più strutturate e meglio attrezzate per una competizione sempre più globale. I nostri imprenditori hanno tutte le carte in regola e a loro bisogna dare fiducia e strumenti per crescere e competere, in particolare intensificando gli sforzi per non far mancare il credito a chi investe, produce e crea occupazione".
Analizzando i numeri in dettaglio, alla fine del 2011 nelle Marche le imprese erano 177.656. Di queste, 50.598 erano aziende artigiane, che hanno vissuto ancora un anno difficile (-501), mentre le cooperative sono aumentate di 34 unità, passando da 2.534 a 2.568.
Per quanto riguarda i singoli settori, prosegue la diminuzione del numero delle imprese in agricoltura (-852), e anche i numeri del manifatturiero mostrano l'anno difficile vissuto dal settore (-175); ma all'interno delle aziende della manifattura, spicca la crescita della meccanica (+338). In calo anche l'edilizia (-63) e i trasporti (-83).
Aumentano le imprese registrate nel commercio (+181), alloggio e ristorazione (+305), attività immobiliari (+2.013), attività professionali (+142) e servizi alle imprese (+102).
La provincia che nel 2011 ha fatto registrare il maggior tasso di crescita del numero delle imprese è stata quella di Ascoli Piceno (+0,91), seguita da Pesaro Urbino (+0,62), Ancona (+0,43) e Fermo (+0,14). Unica provincia con un tasso di crescita negativo, quella di Macerata (-0,72), che paga in particolare le difficoltà nel calzaturiero e nell'edilizia.