Grazie a una frode telematica importanti concessionarie ottenevano illecitamente uno “sconto” sul prezzo delle auto destinate alla propria clientela. In dodici a giudizio
Ancona, 3 febbraio 2012 - Maxifrode informatica ai danni del colosso americano Chevrolet: in dodici, insospettabili operatori del commercio d’auto si sono spartiti quasi 8 milioni di “bottino”, frutto di un sofisticatissimo “bidone”.
Tre anni di scorrerie telematiche nel sistema computerizzato della casa automobilistica hanno permesso di impostare un gigantesco raggiro grazie al quale alcune importanti concessionarie ottenevano illecitamente uno “sconto” sul prezzo delle auto destinate alla propria clientela. Una sorta di “gioco di prestigio tecnologico - spiegano gli investigatori del GAT, il Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza - permetteva di modificare l’importo della vettura superaccessoriata e con motorizzazione ecologica in quello di una versione molto piu’ economica, certo non a vantaggio dell’acquirente (che pagava il prezzo ‘pieno’) ma beneficio della cricca dei venditori e dei loro complici”.
Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Francesco Scavo Lombardo e condotte per oltre due anni dalle Fiamme Gialle, hanno permesso di ricostruire la dinamica criminale, di individuare le responsabilita’ dei diversi protagonisti, di portare alla richiesta di rinvio a giudizio degli indagati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla tuffa e accesso abusivo al sistema telematico. L’attivita’ investigativa dei cyber 007 ha portato all’identificazione dei due dipendenti infedeli e della rete delle concessionarie coinvolte a Roma, Ancona, Pesaro e Perugia.