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Sindaco di Ancona si dimette: "Gramillano come Schettino"

Le dichiarazioni e le reazioni politiche

Il sindaco: "Rimetto ogni scelta sul futuro dell'amministrazione di Ancona al consiglio comunale". Bugaro: "Sono dimissioni tecniche, possibile retromarcia". Bastianelli: "Irresponsabile abbandonare la città nel caos della neve"

Fiorello Gramillano
Fiorello Gramillano

Ancona, 4 febbraio 2012 -  Fiorello Gramillano, il sindaco di Ancona si e' dimesso. ''Ho deciso di presentare le dimissioni - spiega in una nota - per rimettere ogni scelta sul futuro dell'amministrazione di Ancona al consiglio comunale a cui, se permane l'attuale situazione politica, demandero' la responsabilita' di una decisione''.

"La lunga trattativa con i partiti - dichiara il primo cittadino - non ha dato i risultati che tutti speravamo. Le posizioni degli attori politici in campo non hanno permesso, ad oggi, il raggiungimento di un accordo politico, nonostante la disponibilità di Pd, Ps e Api. L'atteggiamento immutato dell'Idv, che sta continuando ad impedire il raggiungimento di una sintesi accettabile, ha reso inutile il lavoro svolto negli incontri dei segretari dei partiti. Lo stesso Udc, pur avendo espresso consenso sui punti programmatici, non sembra ancora disponibile a concorrere alla formazione di una nuova maggioranza. Per questo, considerando le attuali disposizioni di legge, questa mattina ho deciso di presentare le dimissioni".

Immediate le reazioni alla decisione di Gramillano da parte del mondo politico. Il vice presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Giacomo Bugaro, del Pdl, ha commentato: ‘’Le dimissioni di Gramillano, le seconde in meno di tre anni, sono, rebus sic stantibus, di mera portata tecnica, scattando da oggi i 20 giorni utili per poterle revocare come ha gia’ fatto in passato il Nostro’’. E’ la riflessione del ‘’Al di la’ delle valutazioni attorno agli ultimi passaggi, il dato di fondo che emerge con drammatica chiarezza - osserva Bugaro - e’ la persistenza dell’ingovernabilita’ della citta’ a causa di un micidiale combinato disposto tra l’incapacita’ politica di Gramillano e la litigiosita’ e la mancanza di progettualita’ e, mi sia consentito, anche di senso dei resposabilita’ e di misura da parte del Pd, l’altro vero corresponsabile di questo pietoso stato di cose’’.

‘’Adesso - continua - dovremo attendere ulteriori 20 giorni - tanti ne assegna la legge per far divenire le dimissioni effettive - e magari vedere all’ultimo giorno utile l’ennesima retromarcia. Chiedo invece a Gramillano di prendere una decisione seria, da persona responsabile, rendendo quindi l’atto odierno effettivo prendendo impegno ora per allora, dando cosi’ modo alla citta’ sfiancata da anni di mal governo, di poter serenamente andare al voto nella prossima primavera e avviare davvero una nuova stagione di riscatto rispetto alle pessime ultime due in cui il Pd ha palesato di aver perso qualsiasi spinta ideale, condizione necessaria per amministrare una citta’ importante come la nostra’’.

Ben più ardita la posizione del vice presidente del consiglio comunale Francesco Bastianelli (Pdl). Per lui sindaco Gramillano è come il comandante della Costa Concordia Schettino: lascia la citta’ mentre e’ nel caos per la neve. "Frazioni isolate, con Candia fino a 50 cm di neve e continua la bufera, bus difficili da trovare, alberi caduti, scuole e alcuni uffici pubblici chiusi anche oggi. Una vera odissea quella per molti anconetani. Dimettersi proprio oggi e lasciare Ancona in queste condizioni, con famiglie completamente isolate, e’ il sintomo e il significato - osserva Bastianelli - di una totale irresponsabilita’: sembra la scena del comandante Schettino che abbandona la nave Costa Concordia: nel momento in cui doveva dare il massimo della lucidita’ ai naufraghi e’ il primo a ‘scappare’’’.

‘’Rassegnare le dimissioni per la seconda volta - seguita l’esponente del Pdl - significa una presa in giro per gli anconetani, visto e considerato che e’ una messa in scena: questo sindaco la poltrona non la vuole proprio lasciare. La decisione di Gramillano e’ il fallimento delle continue lotte intestine in seno al partito, soprattutto con la frangia della minoranza del Pd e dell’Idv, che vuole aprire all’Udc, volonta’ che pero’ non e’ vista di buon occhio da Duca. Procedere a un ulteriore rimpasto di giunta, visto che nel suo mandato e’ stata rivisitata ben sei volte cambiando 6 assessori, significa non essere piu’ credibile’’.

"Spero proprio che il sindaco Gramillano questa volta quereli il consigliere Bastianelli. Paragonare Gramillano a Schettino e’ un’offesa veramente troppo grande’’. Cosi’ il consigliere comunale del Pd Lorenzo Morbidoni in merito alla battuta del vicepresidente del consiglio regionale.
‘’In questi anni - seguita Morbidoni - Fiorello Gramillano ne ha sopportate di tutti i colori dal partito di Berlusconi.
Bastianelli, con la sua dichiarazione, fa da specchio al suo Partito. Dov’e’ il Pdl? Qualcuno si e’ accorto di quello che hanno fatto o proposto per Ancona? Solo parolacce e offese. Questo e’ il loro modo di fare politica. Spero - conclude - che nella ormai prossima consultazione elettorale i cittadini anconetani sappiano scegliere persone di qualita’’’. 

‘’Penso che difficilmente si riuscira’ in 20 giorni a costruire quello che non si e’ riusciti fare in due anni. Per questo dico che le dimissioni del sindaco Gramillano non si debbono definire tecniche’’. Ne e’ convinta la senatrice Marina Magistrelli (Pd), che e’ peraltro stata l’ultima a vedere il sindaco di Ancona prima che questi presentasse le sue dimissioni.
‘’E poi - seguita la Magistrelli - non si possono non rilevare alcune macroscopiche incongruenze: la prima e’ che l’Udc comunale, prima con un segretario, poi, dopo il loro congresso, con il nuovo segretario, ha per tre volte fatto l’accordo per appoggiare la giunta comunale e per tre volte si sono fermati all’improvviso con motivazioni senza consistenza. La seconda incongruenza, che non riesco proprio a capire, e’ come si possa far cadere una giunta in un momento come questo dove le priorita’ sono assolutamente altre: il lavoro, il commercio, il sistema produttivo, le nuove poverta’ e tutto quello che sappiamo’’.
‘’Penso che dopo Gramillano - conclude la senatrice - si dovra’ aprire in citta’ un bel confronto sul significato del ‘bene comune’ applicato alla politica e ai partiti’’.

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