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Scuola, Marche al via nel caos Cattedre ancora non assegnate

Il ritorno tra i banchi

In aula oltre duecentomila studenti: classi pollaio e tanti nodi ancora irrisolti

 

di Alessandra Pascucci

Bambini delle elementari entrano a scuola (Pressphoto)
Bambini delle elementari entrano a scuola (Pressphoto)

Ancona, 12 settembre 2012 - CLASSI POLLAIO nelle città costiere e microscuole nelle zone montane, precari penalizzati dai ritardi delle nomine, personale amministrativo con decenni di esperienza tagliato fuori dalle graduatorie e rimpiazzato dai docenti inidonei. Alla vigilia della ripresa scolastica sono tanti i nodi ancora irrisolti anche nelle Marche, dove oggi la campanella suonerà per 216.425 studenti, 2.143 in più rispetto all’anno scorso. Tra questi, restano stabili gli studenti stranieri, pari al 12,12%. I docenti di ruolo, però, sono incrementati di sole 7 unità in tutta la regione: i posti sono 16.022, mentre arrivano a 16.744 quelli di fatto.

ANCORA NEL CAOS le nomine degli insegnanti precari e del personale Ata, che si concluderanno dopo l’inizio dell’anno scolastico, come spiegano i segretari regionali della scuola di Cgil, Cisl e Uil, Manuela Carloni, Anna Bartolini e Claudia Mazzucchelli, ieri impegnate nelle sedi marchigiane in cui erano in corso le nomine. «In genere gli insegnanti precari sono nominati entro il 31 agosto — spiega Claudia Mazzucchelli della Uil Scuola — invece quest’anno si completeranno il 14 settembre, con gravi disagi organizzativi». «In nessuna provincia ad oggi sono state attribuite le cattedre a tempo determinato — aggiunge Manuela Carloni della Cgil Scuola — anche per mancanza di chiarezza da parte del Ministero». «In questo modo — dice Anna Bartolini della Cisl Scuola — sono sempre più penalizzati gli insegnanti precari, che spesso accettano incarichi di poche ore settimanali, dalla parte opposta della provincia, solo per restare in graduatoria, ma che con la situazione attuale non riescono ad ottenere orari di completamento».

In assenza delle nomine dei precari, infatti, i dirigenti scolastici assegnano ai docenti di ruolo gli ‘spezzoni di orario’, ossia ore di insegnamento (fino a 6 ore settimanali) che sono rimaste scoperte e che andrebbero attribuite in via privilegiata agli insegnanti a tempo determinato per permettere loro di arrivare a 18 ore settimanali. Cgil, Cisl e Uil, ieri, hanno inviato una diffida ai dirigenti scolastici, invitandoli ad aspettare il completamento delle nomine prima di assegnare gli spezzoni di orario.

ANCHE il personale amministrativo è nel caos: in base alla spendign review, gli insegnanti giudicati inidonei saranno utilizzati per compiti amministrativi, sottraendo posti a chi è precario da anni. I sindacati sottolineano infine come le Marche siano una regione virtuosa nel rapporto tra insegnanti di sostegno e studenti con handicap: a fronte di 5.778 ragazzi, ci sono 2.649 insegnati, meno di un docente ogni 2 studenti. Le Marche sono ai primi posti anche come abbattimento della percentuale di abbandoni scolastici: «Nella nostra regione — spiega il governatore delle Marche Gian Mario Spacca — il fenomeno è già oggi inferiore alla media nazionale: il 15% contro il 18,8%. L’obiettivo del 15% in Italia entro il 2020 è già stato centrato nella nostra regione».

di Alessandra Pascucci

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