Ancona, 6 ottobre 2017 - Liberare l’arco medievale del lungomare Vanvitelli dall’invereconda presenza di una caldaia che ne deturpa la vista. E’ l’appello lanciato dal Carlino, al quale le associazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione dei beni monumentali cittadini non possono che aderire. Lo schiaffo al buon gusto, e al buon senso, è tale che qualcosa deve essere fatto. «Invece di pensare a ruote panoramiche in piazza Cavour, il Comune spenda i soldi per ripulire e riqualificare questo luogo della città, che è anche zona di passaggio turistico». A parlare è Maurizio Sebastiani, presidente della sezione anconetana di Italia Nostra: «La caldaia va tolta se si vuole recuperare veramente l’arco e restituirgli un po’ di decoro. Ce ne eravamo occupati anche noi tempo fa. E, oltre alla caldaia, lì è pieno di rifiuti e di erbacce. Nella zona dell’antico porto romano, come in altre tante aree di Ancona, va fatta una seria lotta contro il degrado, problema che purtroppo non sembra trovare soluzione».

Per Sebastiani è soprattutto «un problema culturale dell’amministrazione. Basta vedere come vengono trattati anche i beni monumentali moderni, come i Rinoceronti di Trubbiani in piazza Pertini. Manca l’attenzione sul nostro patrimonio culturale, manca una visione. Parlano di turismo culturale. Bene, ad Ancona passano migliaia di persone per andare a vedere i beni archeologici in Grecia e in Turchia. E noi, che di testimonianze del genere ne abbiamo tante, le trascuriamo. Invece dovremmo creare una grande area archeologica. Ma la questione va affrontata in modo organico e omogeneo, legandola al recupero dell’intero waterfront. Purtroppo la città è abbandonata a se stessa». Sebastiani cita l’annunciato progetto di piazza Dante, con la scalinata che collegherebbe Palazzo degli Anziani al porto: «So che è previsto l’abbattimento delle due strutture del Nautico ai lati della Casa del Capitano. La nostra proposta è quella di abbattere anche l’edificio principale dell’istituto, per recuperare la parte del porto augusteo e traianeo che si trova lì sotto. Il Comune invece non appena ha sistemato piazza Cavour si è messo a pensare a queste cose provinciali come la ruota in piazza. Allora tanto valeva metterla al porto d’estate».

Sulla stessa linea d’onda di Italia Nostra è il Fai, il Fondo per l’ambiente italiano. Manuela Francesca Panini, capo delegazione di Ancona, osserva: «Ci sarebbe da capire chi ha dato l’autorizzazione a mettere quella caldaia attaccata all’arco medievale. Il fatto è che il processo di valorizzazione di quest’area iniziato con il recupero del Porto antico va completato. La passeggiata culturale dovrebbe continuare lungo gli scavi del porto romano, passando proprio davanti all’arco, e magari essere segnalata con apposite targhe».