Corinaldo (Ancona), 14 novembre 2017 - «Papo, papo», poi più nulla. Queste le ultime parole di Florin prima di morire nel pozzo, una disperata richiesta d’aiuto al padre: «Eravamo vicini, ma non ce n’eravamo accorti – ha spiegato Costantin Strambu, papà del bambino – Eravamo lì io e la zia, stavamo aspettando mia moglie che era dentro il frantoio. Florin era con noi, l’ho sentito gridare ‘papo, papo’, poi più nulla, era come se la sua voce si allontanasse. Mi sono guardato attorno e lui non c’era, poi ho capito che era finito dentro a quel buco e mi sono dato subito da fare, ho cercato una scala, ho chiesto una corda, volevo calarmi, volevo andare a prenderlo. Poi mi hanno dato una scala, ma non si apriva bene, ho provato ad affacciarmi per vedere quello che potevo fare, ma il cattivo odore non me lo ha permesso, così ho pensato che con una maschera sarei riuscito, ma non ce n’era una a disposizione. Sono arrivati i soccorsi, i carabinieri, ma Florin era dentro, non parlava più».

Al loro arrivo i militari hanno trovato l’uomo completamente sotto choc e lo hanno allontanato. Grida disperate che si sono udite anche dall’interno del frantoio dove la moglie aspettava che le venissero consegnate le bottiglie dell’olio: «Era fuori con mia cognata e il padre, e quando sono arrivata mi hanno detto che era finito lì dentro – spiega Monica, la mamma – Mio marito stava cercando qualcosa per calarsi, voleva entrare a prenderlo, ma Florin non rispondeva più, noi lo chiamavamo ma lui non rispondeva. Mio figlio era morto. Non rispondeva più».

Quelli dei soccorsi (FOTO) sono stati momenti interminabili per i genitori che hanno sperato fino all’ultimo: «Se fossi riuscito ad entrare potevo salvarlo, ci ho provato ma era difficile», prosegue Costantin. La voce di Monica è rotta dal pianto, una madre disperata che ha perso il suo bambino, con lui ha fatto l’ultimo viaggio fino all’ospedale di Senigallia, ha sperato che Florin potesse riprendersi: «Siamo disperati, mio figlio è caduto, è morto – prosegue – mio figlio non c’è più». Con loro, sempre, anche la zia paterna che era presente anche al momento dell’accaduto.

Ora, Costantin e Monica attendono che la salma del loro piccolo gli venga restituita: «Siamo andati a prendere i vestiti – ha concluso Costantin – Adesso aspettiamo, ma è terribile tutto questo, sentire il proprio bimbo dire ‘papo papo’ e non vederlo più, non ci sono parole, solo dolore».