Ancona, 9 ottobre 2017 - «Quella caldaia appoggiata allo storico Arco è un’oscenità». Non usa giri di parole e va subito al dunque l’architetto e professore universitario Fabio Mariano nel definire il caso che il Carlino ha preso a cuore facendolo diventare una battaglia anche di buon senso.

«E’ una questione che va avanti ormai da tempo e nessuno si assume le proprie responsabilità. Non si riesce a capire – rimarca Mariano – chi ha dato il benestare a realizzare quella grande caldaia a un centimetro da un monumento importante per la città».

Il particolare del cartello storico-turistico approssimativoNon solo. «Quello che rende ancor più triste l’intera vicenda è che per spiegare di cosa stiamo parlando – sottolinea il professore – ci si è limitati a mettere una ‘targhettina’ con scritto ‘Testimonianze romane e medioevali’ senza dire null’altro. Un bel modo per far capire agli anconetani e ai turisti dove si trovano. In realtà quello è l’Arco Capoleoni dal nome della famiglia che abitava in quella zona. Se questo è il nostro modo di fare turismo...».

Ed in effetti l’Arco Capoleoni era la porta di accesso allo scalo dorico, il cui ingresso dava direttamente in piazza San Primiano. Successivamente l’Arco venne chiamato ed era conosciuto come ‘Arco de Gerì’ che lì sotto aveva il forno e che preparava le lastre di stoccafisso per i facchini del porto. Insomma, la storia di un pezzo di Ancona.

E quindi, anche noi da qualche giorno, ci chiediamo chi mai avrà dato l’ok alla sistemazione di quella gigantesca caldaia utilizzata dall’Istituto Nautico. Una cosa è certa: l’Arco è di proprietà comunale così come il marciapiede dove è poggiata la caldaia. E’ anche vero che l’Arco è tutelato dalla Soprintendenza e che il Nautico è della Provincia. A naso potremmo dire che tutti questi tre enti sono implicati nella realizzazione dell’ammasso di ferro poggiato a un passo dall’Arco.

Ora, se è vero che per i dehors vicini alla fontana delle Tredici Cannelle si è creato un affare di Stato, sarebbe giusto che qualcuno intervenisse anche per lo storico Arco. I «due pesi e due misure» non piacciono a nessuno.