Ancona, 10 agosto 2017 - Caldo e umidità, anziani e ammalati colpiti da malori, i pronto soccorso mai così in affanno. Intanto nella giornata più umida e afosa dell’estate, la situazione nel reparto di oncologia dell’ospedale di Torrette si fa sempre più difficile. Senza climatizzazione degli ambienti, ieri in alcune stanze sono state misurate temperature superiori addirittura ai 30 gradi.

Per pazienti e familiari, senza escludere chi lì dentro ci lavora, stanno diventando durissime e, vista l’impotenza della direzione generale per trovare soluzioni rapide, l’unica speranza arriva dal meteo. Ma intanto a Torrette a causa della calura sono andate in tilt anche delle apparecchiature: a Radiologia sono fuori uso le tre Risonanze. Anche la tac del pronto soccorso ha risentito del caldo.

L’aria condizionata funziona a singhiozzo in tutti i reparti. Anche la gente non scherza: c’è chi con questa afa apre le finestre, facendo entrare aria bollente.

Ieri Ancona faceva parte del club delle 19 città da ‘bollino rosso’, con l’allerta 3 che significa rischio per l’incolumità delle persone. In effetti, rispetto al gran caldo delle scorse settimane, gli ultimi due giorni sono stati caratterizzati da un tasso di umidità importante che ha elevato le temperature percepite dalle persone. Tra sabato e domenica una ripresa del bel tempo e un rialzo della colonnina di mercurio verso il ponte di Ferragosto. Restiamo all’attualità però e alle conseguenze del caldo sui soggetti più deboli.

Ieri mattina alle 10 la sala d’attesa del punto di primo soccorso dell’Inrca, per fortuna ben climatizzata, era stragonfia di pazienti, tutti al di sopra dei 70 anni. Difficoltà all’interno per smaltire il carico di pazienti a causa dei reparti saturi, i posti letto esauriti e, di base, una carenza di personale fisiologica dovuta alle ferie d’agosto.

Non è andata meglio a Torrette. Ieri mattina attese fino a quattro ore, aria viziata in sala d’attesa, pazienti e visitatori accaldati. Tutte le sedie della sala d’attesa verso le 11 erano occupate, gente costretta a stare fuori, aggrediti dall’afa. Una serie di traumi e di patologie arrivati nel corso della notte da varie località della regione, hanno saturato la sala emergenza e richiesto molte attenzioni da parte dei medici.

La prima conseguenza è stata l’allungamento dei tempi di attesa per i codici meno gravi, la maggior parte dei quali hanno preferito restare per ore in attesa in una stanza chiusa e mal climatizzata piuttosto che rivolgersi ai rispettivi medici di base. Tra i tanti pazienti visitati nelle sale del pronto soccorso di Torrette, tuttavia, ci sono stati diversi casi di colpi di calore o anziani con patologie pregresse peggiorate da caldo e umidità.