Osimo (Ancona), 2 dicembre 2017 - Li ha sempre seguiti ma il regalo più grande l’ha lasciato quando se n’è andata. Tutto l’amore di quella donna per i bambini e gli adulti che ogni giorno sanno che dovranno combattere contro le barriere sia fisiche che mentali è racchiuso in un lascito enorme. «La signora Bianca Maria ha donato alla Lega del Filo d’oro quasi nove milioni di euro come lascito testamentario. La lettera è arrivata poco più di due anni fa, in un momento molto particolare tra l’altro, quando avevamo deciso di procedere con l’investimento per la costruzione del nuovo centro nazionale di Osimo» (FOTO). 
 
A raccontarlo ieri Rossano Bartoli, il segretario generale del Filo d’oro, associazione che da più di cinquant’anni è in prima linea nel sostegno ai sordociechi e pluriminorati sensoriali, accanto al presidente nazionale Francesco Marchesi. Davanti a loro un auditorium gremito per l’inaugurazione del primo lotto del centro nazionale a Osimo. In prima fila Laura Boldrini, presidente della Camera. L’onorevole ha tagliato il nastro, fatto un giro per la struttura, firmato l’albo degli ospiti, quindi ha preso la parola in auditorium: «Le persone con disabilità devono superare ostacoli inimmaginabili, materiali e immateriali tra cui l’indifferenza e l’odio. La relazione della Commissione, che doveva occuparsi del fenomeno e che abbiamo chiamato ‘La piramide dell’odio’, vede prime vittime i disabili. La parola disabilità viene usata anche da politici per insultare Lo trovo disdicevole. Sono risorse se la società li mette in condizione di essere parte attiva». 

La signora Bianca Maria apparteneva a una ricca famiglia di Milano proprietaria di un’azienda di attrezzature per cucine. Non aveva figli, solo un fratello deceduto qualche anno prima. Ha sempre sostenuto con donazioni l’associazione nata a Osimo pur non avendo familiari ospiti e aveva partecipato con grande entusiasmo all’inaugurazione della sede di Lesmo in Brianza. Quando guardava in volto le persone sordocieche, racconta chi ha conosciuto la signora Bianca Maria, provava le loro stesse sofferenze e la gioia nel momento in cui raggiungevano un importante risultato. Banale per tutti ma fondamentale per chi deve affrontare una disabilità.