Ancona, 6 novembre 2017 - "Mattia aveva trascorso il sabato sera a casa di un amico ad Ancona, con altri ragazzi avevano giocato alla Playstation. Da quando si era fidanzato faceva una vita molto più tranquilla, non andava in giro per locali". A spiegarlo sono gli amici di famiglia di Mattia Bressan, che da Venegono Superiore, in provincia di Varese, si era trasferito diversi anni fa a Montemarciano per seguire il padre, imprenditore.

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Da qualche mese aveva trovato lavoro come muratore, dopo aver fatto il barista durante l’estate al Posa Bar del parco di Posatora. Ieri mattina gli amici, insieme al padre del 21enne, si sono ritrovati all’obitorio di Torrette in attesa che aprisse la camera ardente. Solo arrivati all’ospedale regionale hanno saputo che la salma è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

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"Eravamo stati insieme – conferma l’amico di Mattia – poi attorno alle 23 io sono andato a casa, mentre gli altri sono rimasti ancora a giocare". Mattia avrebbe accompagnato uno degli amici, prima di prendere la strada per Montemarciano a bordo della sua Bmw. "L’aveva comprata circa tre mesi fa – raccontano – ed era il suo vanto". Il 21enne è descritto come un ragazzo timido, che però si era aperto grazie al lavoro di barista. Viveva con il padre e il fratello di 16 anni. 

All'ospedale di Torrette sono arrivati anche i genitori di Giuseppe Babici: il padre Patrizio, maresciallo dei carabinieri, ha guidato per anni il comando Stazione di via della Montagnola, prima di andare in pensione alcuni anni fa. Il dolore, specie per la mamma del 35enne, è stato talmente forte che la donna ha accusato un malore e si è fatta visitare al pronto soccorso dell’ospedale regionale.

All’obitorio sono arrivati anche alcuni colleghi di Patrizio Babici. Il figlio ‘Peppe’, residente a Torrette, era un dipendente di Poste Italiane, lavorava nel settore finanziario e il sabato sera lo aveva trascorso con la fidanzata Francesca Traferri in un locale di Marina di Montemarciano. Tra i suoi interessi c’era anche l’arbitraggio e ieri sulla pagina Facebook dell’Aia di Jesi è comparso un messaggio di cordoglio: "Il presidente della sezione di Jesi si stringe alla famiglia Babici in questo momento di dolore immenso, e ricorda un ragazzo giovane, allegro, educato, che ha lasciato un ricordo nitido fra gli arbitri di Jesi".

La passione per il calcio era condivisa da Francesca Traferri, che lavorava saltuariamente in una scuola di Pietralacroce, con cui si frequentava da circa un anno e mezzo. Stasera alle 21 per la giovane si terrà una veglia di preghiera nella chiesa del Sacro Cuore di piazza Salvo D’Acquisto, dove il padre è sacrestano. Tanti i messaggi di cordoglio che gli amici di Francesca hanno affidato a Facebook: "Ora tu! – scrive un’amica – Un altro angelo. Continua da lassù a splendere il tuo sorriso. Una vita spezzata troppo presto. Perché Signore?". "Non ci sono parole. Tre vite spezzate, tre famiglie distrutte".